Gad Lerner in piazza San Giovanni crea qualche turbamento, poi si affaccia Salvini dal palco e saluta la folla (video)

sabato 19 ottobre 14:28 - di Redazione

Gad Lerner arriva a piazza San Giovanni e l’accoglienza non è calorosa. Ci sono le solite proteste. Ma nulla di eclatante, dopo Pontida, Lerner avrà pensato di mettere in difficoltà i manifestanti sovranisti, facendosi insultare di nuovo. Ma va detto che lo stesso giornalista, poche ore prima del suo arrivo in piazza, aveva postato su twitter una foto significativa. Sul treno che lo portava a Roma, Lerner era seduto vicino a una signora che stava andando alla manifestazione, la signora a un certo punto si è alzata per prendere un caffè e gli ha chiesto di tenere d’occhio la borsa.

Gad Lerner posta la foto della borsa di una leghista in treno

La foto della borsa viene appunto postata da Lerner: si vede una copia del quotidiano libero e il fazzoletto verde col Sole delle Alpi. Quindi, o la signora non lo ha riconosciuto oppure aveva nei suoi confronti un atteggiamento talmente mite e fiducioso da lasciargli in custodia la borsa. “Beh, Gad, è il contrappasso: sei passato dagli insulti alle prove di tolleranza: proteggere le cose più care degli “aguzzini” (passami la metafora, valà)”, questo uno dei commenti su Twitter alla foto postata da Lerner.

 

L’attenzione è in ogni caso in piazza tutta concentrata su Matteo Salvini. Che a un certo punto si affaccia dal palco per dare un’occhiata alla folla, che è già numerosissima. Dalla piazza parte il coro”Matteo, Matteo” e Salvini posta il primo video dell’adunata antigovernativa. Un appuntamento importante perché segna, anche, la riunificazione del centrodestra con i tre leader vicini sul palco e nelle strategie da adottare.

“Un saluto da piazza San Giovanni”, è il commento di Salvini che usa poi l’hashtag #orgoglioitaliano a racchiudere il senso della manifestazione, e a indicare anche la risposta migliore a chi sta tentando di demonizzare un appuntamento inviso alla sinistra tirando fuori la solita narrazione del “fascioleghismo”.

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