Capitano Ultimo, il Tar gli dà ragione: bloccata la revoca della scorta. È sempre un uomo a rischio

sabato 26 ottobre 13:39 - di Martino Della Costa
Capitano Ultimo

Alla fine ha vinto il buon senso: e il Tar ha accolto il ricordo e bloccato la revoca della protezione al Capitano Ultimo. Negli ultimi giorni la decisione dell’Arma di privare un uomo come lui, servitore della patria, della scorta, aveva sollevato polemiche e recriminazione. A partire proprio dal diretto interessato che, sul suo profilo Facebook, aveva amaramente ironizzato sulla penalizzazione a cui stava andando incontro. Come se la mafia non esistesse più. Come se boss e affiliati di seconda fila potessero brindare felicemente. Oltre che impunemente…

Capitano Ultimo, il Tar gli dà ragione contro la revoca della scorta

Tutti, a partire dal Capitano Ultimo, passando per l’opinione pubblica e per i suoi estimatori online, hanno dissentito sulla scelta di togliere la protezione a un uomo, possibile bersaglio di mafiosi e malavitosi. Sul web era partita subito una petizione  che nel giro di poche ore ha raccolto migliaia di firme contro la privazione della scorta e per il suo immediato ripristino. Oggi, finalmente, la parola passata al Tar ha accolto il ricorso e bloccato la revoca della protezione per il Capitano Ultimo. E il legale difensore dell’ex carabiniere, Antonino Galletti, commenta: «La vittoria al Tar conferma l’esistenza di un pericolo concreto e attuale che corre il mio assistito». E infine: «La mafia non è sconfitta. E chi rischia la vita va tutelato dallo Stato».

Sospeso il provvedimento che revoca la scorta al Capitano Ultimo

Dunque il Tar del Lazio ha sospeso in via cautelare il provvedimento con cui il Ministero dell’Interno aveva annullato la scorta. La protezione per il colonnello Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo che arrestò Totò Riina, va ripristinata. I giudici hanno accolto il ricorso presentato dal difensore di Ultimo, l’avvocato Antonino Galletti. «Ancora una volta il Tar di Roma accoglie le nostre ragioni, addirittura in sede d’urgenza», ha poi aggiunto Galletti. Concludendo: «Una ulteriore testimonianza del fatto che il colonnello De Caprio tuttora vive in una condizione di pericolo concreto ed attuale. Non ci risulta che la mafia sia stata ancora sconfitta. E chi si è battuto a lungo contro di essa, sacrificando la propria libertà e mettendo a rischio la vita, ha diritto di essere tutelato dallo Stato».


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