Le schitarrate a messa danno sui nervi perfino a Bergoglio: «La musica sia sacra»

sabato 28 settembre 14:51 - di Redazione
bergoglio padre nostro

Papa Bergoglio finalmente si riscopre tradizionalista e scende in campo a difesa della musica sacra. Ricevendo in udienza le Scholae Cantorum dell’Associazione Italiana Santa Cecilia, ha parlato dell’importanza di suonare una musica che si integri con i riti, «ben distinta e diversa da quella usata per altri scopi». Bando, dunque, a messa, alle schitarrate sguaiate e ai canti sacri arrangiati come fossero l’ultima hit del momento.

«Non una musica qualunque, ma una musica santa»

«San Paolo VI vi volle rinnovati e attivi per una musica che si integra con la liturgia e che da essa ricava le caratteristiche fondamentali. Non una musica qualunque, ma una musica santa, perché – ha avvertito Bergoglio – santi sono i riti; dotata della nobiltà dell’arte, perché a Dio si deve dare il meglio; universale, perché tutti possano comprendere e celebrare». Il Papa ha invitato quindi a seguire le raccomandazione di Benedetto XVI che «vi ha esortato a non dimenticare il patrimonio musicale del passato, a rinnovarlo e incrementarlo con nuove composizioni».

L’importanza dei riti e della liturgia

Papa Francesco, poi, ha ricordato che «una bella e buona musica è strumento privilegiato per l’avvicinamento al trascendente, e spesso aiuta a capire un messaggio anche chi è distratto». «So che la vostra preparazione comporta sacrifici legati alla disponibilità del tempo da dedicare alle prove, al coinvolgimento delle persone, alle esecuzioni nei giorni di festa, quando forse gli amici vi invitano ad andare a spasso. Ma la vostra dedizione alla liturgia e alla sua musica – ha detto il Pontefice – rappresenta una via di evangelizzazione a tutti i livelli, dai bambini agli adulti. La Liturgia infatti è la prima maestra di catechismo». La musica in genere, ha aggiunto ancora il Papa, «crea ponti, avvicina le persone, anche le più lontane; non conosce barriere di nazionalità, di etnia, di colore della pelle, ma coinvolge tutti in un linguaggio superiore, e riesce sempre a mettere in sintonia persone e gruppi di provenienze anche molto differenti. La musica sacra riduce le distanze anche con quei fratelli che a volte sentiamo non vicini. Per questo in ogni parrocchia il gruppo di canto è un gruppo dove si respira disponibilità e aiuto reciproco».

Commenti

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  • Massimo Battistella 13 ottobre 2019

    Verissimo. Parole ispirate. Gli ‘sblen badablen’ delle chitarre disturba e svilisce il Momento religioso e l’ambiente. Ma, (proselitismo?) largo ai giovani! Anche quando fanno cacche fritte.

  • Giuseppe Verardo 30 settembre 2019

    Vi rendete conto che il titolo dato all’articolo è assolutamente fuorviante rispetto al contenuto? Quando mai il Papa ha parlato di strumenti e del modo di suonarli?
    State aizzando delle inutili polemiche mettendo in bocca al Papa delle parole che non ha mai pronunciato.

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