La vita esemplare di “Otto il silenzioso”, che al comando degli U-boot terrorizzò gli inglesi

lunedì 5 agosto 20:07 - di Antonio Pannullo

La storia di Otto Kretschmer, di cui oggi ricorre l’anniversario della morte, avvenuta nel 1998, è legata agli U-boot, una delle più formidabili armi dell’esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale. Gli U-boot sono stati celebrati da film, documentari, libri e Otto Kretschmer è stato l’asso dei sommegibili, avendo al suo attivo l’affondamento di ben 44 navigli alleati. Le sue decorazioni parlano per lui: Croce di Cavaliere della Croce di ferro con fronde di quercia e spade (che ricevettero solo in 159), Croce di Cavaliere della Croce di ferro con fronde di quercia, Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, Croce di Ferro di I classe, Croce di Ferro di II classe e il Distintivo di sommergibilista in oro con brillanti. Il suo eroismo e la sua correttezza indussero nel 1955 lo Stato maggiore della Germania Ovest a richiamarlo in servizio nella Bundesmarine, dove concluse la sua carriera come ammiraglio di flottiglia. Lo chiamavano Otto der Schweigsame (Otto il silenzioso), ma non perché fosse taciturno ma perché conduceva i suoi U-boot in un attacco definito “corsa silenziosa” durante il quale non faceva mai uso della radio.

Kretschmer, una vita al comando degli U-boot

Otto Kretschmer nacque nel 1912 ad Heidau, una delle più antiche città della Slesia, oggi in territorio polacco. All’età di 17 anni studiò per alcuni mesi all’University College in Inghilterra, dove imparò fluentemente a parlare inglese. Nel 1930 entrò nella Reichsmarine dove dopo l’addestramento raggiunse il grado di Cadetto del Mare. Dopo alcuni imbarchi su diverse navi dove perfezionò il suo addestramento, nel 1936 fu destinato agli U-boot, dove ebbe il grado di tenente al comando dell’U-boot 35, che fu coinvolto nella guerra civile spagnola. Nel 1937 fu mandato a comandare l’U-boot 23, dove lo trovò l’nizio della Seconda Guerra Mondiale. I suoi primi impegni con la Kriegsmarine lo videro nel Mare del Nord e sulla costa britannica, dove nel gennaio 1940 affondò la sua prima nave, una cisterna danese. Un mese dopo affondò una cacciatorpediniera inglese. Successivamente Kretschmer fu al comando dell’U-boat 99, dove iniziò ad attaccare di notte, in superficie, i navigli nemici, in genere usando soltanto un siluro. La citazione “una nave, un siluro” è attribuita a lui. La sua rivoluzione fu di iniziare ad attaccare le navi di notte all’interno di convogli. Nei mesi successivi affondò moltissime navi e riportò moltissimi successi. Gli inglesi lo temevano per la estrema temerarietà delle sue manovre. Ma Otto il silenzioso era correttissimo con gli equipaggi delle navi affondate: è noto che mandasse bottiglie di liquori e coperte sulle scialuppe di salvataggio e che una volta fece salire a bordo un marinaio inglese rimasto naufrago su una zattera.

La seconda vita di otto Kretschmer

Nel marzo 1941 Otto Kretschmer fece la sua ultima pattuglia sull’U-99: affondò dieci navi nemiche ma il suo sottomarino fu colpito dalle cariche di profondità di due cacciatorpediniere inglesi: risalito, sotto il fuoco nemico, Otto il silenzioso affondò il suo U-boot. Kretschmer chiese alla cacciatorpediniera inglese più vicina di salvare i suoi uomini e si assicurò che tutti salissero sulle reti messe sulla paratia della nave britannica., ma poi, vinto dal freddo e dalla stanchezza, cadde in mare. Fu solo grazie a un marinaio di Sua Maestà che scese dalle reti e estrasse Kretschmer dall’acqua gelida se lui sopravvisse. In seguito alla sua cattura Kretschmer trascosrse ben sette anni come Pow (Prisoner of war) in un campo di prigionia in Cumbria e poi in un campo in Canada. Solo nel 1947 gli fu permesso di tornare in Germania. Come detto, poiché non aveva commesso crimini di guerra, nel 1955 entrò nella Bundesmarine e poi divenne comandante del personale Nato a Kiel. Si congedò nel 1970 come ammiraglio di flottiglia. Negli anni seguenti otto Kretschmer fu tutto tranne che silenzioso: rilasciò interviste e consulenze sulla Seconda Guerra Mondiale e collaborò anche alla realizzazione del famoso gioco di simulazione Aces of the Deep. Ma il destino ebbe per lui una sorta di contrappasso: nel 1998, mentre era in gita in barca con la moglie per il suo anniversario di matrimonio, l’imbarcazione ebbe un incidente e lui morì nel Danubio. Il suo corpo fu cremato e le sue ceneri furono disperse nel suo amato mare.

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