Le imprese produttrici di farmaci generici lamentano: costi superiori ai ricavi

martedì 9 luglio 12:37 - di Marino Petrelli
I farmaci equivalenti aiutano sempre di più il sistema sanitario nazionale, ma le imprese produttrici sono preoccupate perché i costi superano i ricavi, i primi arrivano al 69 per cento nel periodo 2010-2016, i secondi, crescono del 67 per cento. Eppure, le stesse aziende generano un impatto pari a otto miliardi di euro sull’economia del Paese, tra effetto diretto e indiretto della produzione a cui si aggiunge l’indotto. Offrono occupazione a oltre 8 mila dipendenti diretti e un impatto totale, compreso l’indotto e gli effetti indiretti, di oltre 33 mila posti di lavoro.

L’impatto dei generici

Emerge dal primo rapporto dell’Osservatorio sul sistema dei farmaci generici in Italia, realizzato dalla società di studi economici Nomisma per Assogenerici.
Un dato preoccupa su tutti: sempre negli anni 2010-2016, l’Ebitda, ovvero gli utili prima degli interessi, delle imposte, del deprezzamento e degli ammortamenti, delle aziende genericiste italiane è calato del 45 per cento, con una flessione del 25 per cento solo nell’ultimo anno. Di contro, nel totale delle imprese farmaceutiche lo stesso indicatore è cresciuto del 6 per cento a partire dal 2014. Segnali di disagio emergono anche dalle dinamiche dei meccanismi di gara, che presiedono a tutte le forniture ospedaliere: tra il 2016 e il 2018 l’incidenza in volume dei generici sulla farmaceutica ospedaliera è cresciuta dal 23,4 al 27,3 per cento, ma la quota in valore è aumentata solo dello 0,3 per cento.

Imprese in difficoltà

“Dal 2010, la continua pressione verso il basso dei prezzi dei farmaci generici ha costantemente eroso la marginalità lorda delle imprese. Il pericolo è che si sia toccato un livello critico dei prezzi, al di sotto del quale la sostenibilità economica di molte aziende potrebbe risultare a rischio – spiega Enrique Häusermann, presidente di Assogenerici -. Il settore dei farmaci equivalenti può giocare una partita importantissima Abbiamo una penetrazione di circa il 30 per cento, altri paesi, sono al 60-70 per cento, in Norvegia addirittura al 90 per cento. Dobbiamo insistere a far capire agli italiani che efficacia, sicurezza qualità dei generici rispettano tutti gli standard a livello internazionale”.

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