Dentro Forza Italia tutti contro tutti. Litigano come prima e più di prima

venerdì 12 luglio 18:48 - di Redazione
Maria Stella Gelmini e Giovanni Toti

«Le primarie aperte? Saranno un cambiamento brusco. Ma sono indispensabili. Altrimenti il partito sparisce. Dobbiamo assolutamente aprire i confini di Forza Italia. Non abbiamo tanto tempo, dobbiamo fare presto, alle prossime elezioni si rischia l’estinzione»: parla di «cura da cavallo…», Giovanni Toti, ospite di Skytg24, tornando all’attacco della classe dirigente azzurra a cui chiede un cambio di rotta repentino, pena l’estinzione e facendo capire che l’armonia è parecchio lontana in Forza Italia.

«Voglio essere chiaro fino in fondo – scandisce il presidente della Regione Liguria cooptato da Silvio Berlusconi, in una complicata diarchia politica assieme alla Carfagna per guidare  Forza Italia e tirarla fuori dalle secche – Penso che Fi debba superare se stessa per tornare ad avere un ruolo. Lo ripeto, deve aprire i suoi confini, magari ragionare su un nome nuovo, fare entrare nuova classe dirigente… Confrontiamoci«.

«Dopo l’adesione di Catanoso, Pogliese e Castelli, tre esponenti storici della destra catanese, tutti ex-azzurri, a Fratelli d’Italia, teme nuove fughe da Forza Italia?
«Lo temo moltissimo – ammette con franchezza il governatore ligure – e sto lavorando per cercare in qualche modo di evitare proprio questo. Oggi dobbiamo salvare quel che resta di Forza Italia…».

Sul come, Toti non ha dubbi: «Non si cura una malattia grave con una mezza aspirinetta presa la sera, bisogna necessariamente passare a cure da cavallo. E cure da cavallo vuol dire una classe dirigente messa in discussione, apertura dei confini del partito, azzeramento delle cariche e una profonda discussione sulla linea politica».

Concede replicando a distanza Mara Carfagna, l’altra faccia della diarchia azzurra, in un’intervista a News Mediaset: «Il percorso di rinnovamento di Forza Italia deve iniziare presto e deve concludersi in tempi brevi, perché gli obiettivi che abbiamo davanti sono molto molto alti e non vorrei che le ambizioni fossero modeste. Se abbiamo iniziato a lavorare nel modo giusto lo scopriremo nei prossimi giorni. Dobbiamo essere in grado di aprire questa fase con un coinvolgimento vero e reale dei militanti, degli iscritti e dei dirigenti, senza mortificare chi si è battuto per il partito in questi anni difficili».

«Se invece questo percorso di rinnovamento – avverte la coordinatrice nazionale di Forza Italia e vice presidente della Camera – viene visto da qualcuno come uno strumento per conquistare posizioni di visibilità, senza far fare passi in avanti a Forza Italia, vuol dire che non avremo imboccato la strada giusta. Dobbiamo restituire rappresentanza ad un pezzo d’Italia che non si riconosce in questo governo e che vuole proposte concrete su tasse, lavoro, burocrazia, divario tra Nord e Sud del Paese, non occupare il dibattito pubblico con discussioni infinite sulle regole, sulle primarie e sui congressi».

Si dice «favorevole alle primarie» al punto «da essermi candidata anche per sgombrare il campo dal sospetto che chi milita in Forza Italia non veda la riduzione dei consensi e la necessità di un radicale cambio di passo», Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia.

«Ma bisogna essere sinceri: le primarie non sono la panacea di tutti i mali – mette in guardia la parlamentare azzurra – Fare passare il messaggio che lo siano significa prendere in giro gli elettori di Forza Italia. Serve anche, se non soprattutto, altro».

«Innanzitutto – elenca la Gelmini – idee chiare sul posizionamento del nostro movimento nello scacchiere della politica italiana e una narrazione efficace dei progetti per il Paese. Proprio per questo è bene rimboccarsi le maniche e organizzare incontri e dibattiti in giro per l’Italia: andiamo nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, apriamoci al terzo settore, ricostruiamo la nostra identità di movimento liberale popolare con una grande attenzione al sociale».

«A scanso di equivoci  e per accendere i riflettori sulla verità – ricorda la presidente dei deputati di Forza Italia – non posso che sottolineare come il processo di rinnovamento del partito sia stato avviato dal presidente Berlusconi già con l’elezione del 70 per centro di nuovi parlamentari, la celebrazione di numerosi congressi locali e certamente proseguirà anche con le primarie e il congresso. E poi basta, con questa ricerca spasmodica di copiare il Pd: inseguire il falso mito della rottamazione non porta ad altro che a essere rottamati, perdendo anche tutto il consenso acquisito. Renzi docet!».

«Stiamo discutendo, il rinnovamento è importante ma non è solo una questione organizzativa, è una questione di spazio politico che deve essere occupato. Se non c’è un progetto e non ci sono buone idee l’organizzazione serve a poco», dice, dal canto suo, il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, rispondendo alla stampa sulla proposta di primarie in Forza Italia.
«Io rispetto tutte le idee – continua Tajani – ma non devono esserci infiltrazioni esterne: quando ci sono da fare delle scelte dobbiamo stare attenti a non essere condizionati dall’esterno. Poi deciderà il congresso, la riunione di ieri è stata positiva».

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