Il vertice non scioglie i nodi. Sorrisi forzati all’uscita, ma Tria non si sbilancia

mercoledì 12 giugno 13:23 - di Eugenio Battisti

«Il vertice è stato molto utile, abbiamo iniziato un percorso». Parola di Matteo Salvini in diretta facebook dai tetti del Viminale dopo l’incontro di circa due ore e mezza a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, il ministro Giovanni Tria, Luigi Di Maio e i tecnici del Mef  sulle misure per evitare la procedura Ue sui conti. Il ministro leghista tiene il punto sulla procedura di infrazione mentre i riflettori sono puntati  sull’arresto di Francesco Paolo Arata, suo ex consulente per l’energia più che sul bollente dossier economico del governo dopo le nuove tirate d’orecchie di Bruxelles.

Salvini: «È stato un vertice molto utile»

«La commissione uscente non può imporre sanzioni», insiste il vicepremier leghista annunciando, tra le «buone notizie», l’arrivo di un miliardo e mezzo di euro «a disposizione di italiani rovinati, da banchieri e dalla politica che non ha fatto nulla, e dall’Europa con il bail-in contro cui ci siamo battuti come Lega». «Non siamo in grado di promettere tutto a tutti – continua – tasse nuove non ne mettiamo, non aumenteremo l’Iva. Semplicemente vogliamo liberare quello che è ingabbiato. Come con la pace fiscale lo Stato incasserà 40 miliardi di euro, tante energie e tante risorse vengano liberate e rimesse nel circuito sano dell’economia italiana». Poi la consueta finestra sull’immigrazione. «Porti chiusi significa vite salve, porti aperti significa una strage», dice  Salvini ripetendo quanto già detto rivolgendosi a papa Francesco. «Ringrazio gli amici delle Ong per i dati forniti. Oggi  grazie al decreto sicurezza bis arrivano multe fino a 50mila euro per le navi che violano le regole».

Tria: discussioni riservate che vanno avanti

Più abbottonato sull’esito del vertice il ministro Tria che, a margine di un evento del Messaggero,  parla di «discussioni riservate che vanno avanti» e apre uno spiraglio sui rapporti tesi con Bruxelles. «Per l’Italia c’è riconoscimento delle sue capacità produttive e ammirazione ma c’è anche una reputazione per cui poi ci sono difficoltà a venire ad investire», dice insistendo sulla parola  “compromesso”. Unica certezza: «Bisogna evitare la procedura Ue, farebbe sicuramente male all’Italia ma può fare male all’Europa. Abbiamo un debito enorme e dobbiamo cercare di abbatterlo e “tranquillizzare” gli operatori dei mercati sulla traiettoria discendente dello stock del debito», ha detto confermando che non ci sarà una manovra correttiva effettiva. Vertice interlocutorio, insomma. Work in progress, come si dice.  “Nulla di fatto” fanno trapelare alcune fonti, sottolineando che la riunione è stata rinviata ad altra data e che va risolto il nodo delle coperture per la flat tax, su cui la Lega insiste. Pochi soldi, molti problemi. Più rassicuranti le fonti leghiste che annunciano la creazione di «gruppi di lavoro e presto nuovi incontri con progetti e investimenti». Di Maio non parla ma i suoi fanno trapelare un giudizio positivo definendo il vertice «sereno e molto posivo, tanto lavoro da fare per gli italiani e per lo sviluppo del Paese, pensando sempre a famiglie e imprese».

 

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