Berlusconi: «Io un leader, la Meloni e Salvini no». E lei: «In FI c’è nervosismo»

lunedì 20 maggio 14:38 - di Augusta Cesari

«A differenza degli altri che si sono candidati come Matteo Salvini o Giorgia Meloni, sono l’unico leader italiano che andrà sul serio a Bruxelles». Lo dice uno spavaldo Silvio Berlusconi a Libero. Il Cav e Giorgia Meloni continuano a punzecchiarsi. Il «ci dividono troppe cose da Forza Italia» detto dalla leader di FdI è espressione che piomba tra capo e collo del leader di FI. Erano intervenuti in tanti con frecciate velenose contro FdI da Tajani in giù.  Berlusconi dal Tgcom era stato piuttosto netto lanciando una sorta di “anatema”: «I sovranisti come Salvini e Meloni si condannano all’isolamento in Europa». Più tardi ha rilanciato, rispondendo a Libero. Se vogliono distruggere il centrodestra, lo rifonderò io, il succo del suo discorso.

Berlusconi: «Creerò io un nuovo centrodestra»

«Sarò probabilmente il più conosciuto e titolato dei membri del prossimo Europarlamento e mi sono assegnato una missione importante e delicata -prosegue il leader di FI-: creare un centrodestra anche in Europa, promuovendo tra il nostro Ppe, che è il partito di maggioranza relativa nel Parlamento Europeo e che sinora ha realizzato la maggioranza in alleanza con la sinistra socialista, una nuova, diversa, continuativa alleanza con i movimenti liberali, con i conservatori e con la destra democratica. Ci sono riuscito già una volta in occasione dell’elezione del nostro Tajani alla presidenza del Parlamento Europeo». Berlusconi, tra l’altro, parla del centrodestra in Italia. Due messaggi, uno a Salvini, l’altro alla Meloni: «Il segretario della Lega sa benissimo che non esiste alcuna alternativa ad un centrodestra che sia credibile e vincente. Sa anche che non può esistere un centrodestra senza Forza Italia, che è stata e sarà sempre il cuore e la spina dorsale della coalizione di centrodestra che abbiamo fondato proprio noi 25 anni fa»;  e per la Meloni «vale lo stesso che per Salvini. Non esiste alcuna alternativa che sia credibile e vincente rispetto al centrodestra unito».

«Silvio non mi sei piaciuto su Draghi»

Chiamata in causa, risponde Giorgia Meloni: «Mi dispiace. Ho visto nervosismo di FI ma quel che ho detto è un fatto. Non l’ho esclusa, ho solo detto che la mia idea di Europa è diversa da quel che Fi rappresenta. Il mio è un modello confederale europeo, Forza Italia ha una posizione di maggiore conservazione rispetto allo schema attuale», ha dichiarato la presidente di Fdi, nel corso della registrazione di “Povera patria”  che andrà in onda in seconda serata su Rai2. «Anche a livello nazionale ci sono differenze di posizionamento», continua Meloni. «Ad esempio il fatto di citare Draghi presidente del Consiglio non mi è piaciuto. Non è certo quello di cui l’Italia ha bisogno». E ancora una stoccata: «È stato un fine settimana caratterizzato da una forte presenza in piazza, ma gli unici partiti che mobilitano sono quelli di destra. Vuol dire che c’è una politica che sa ancora stare in mezzo alla gente ed io sono fiera di rappresentarla».

Commenti

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  • benito calderazzo 24 maggio 2019

    SFRONTATO ED IRREVERENTE IL TONO DI VOCE DELL’INGRATA MELONI VERSO BERLUSCONI,: SI VEDE CHE VUOLE PERCORRERE LE ORME DEL SUO EX CAPO FINI, MA STIA ANCHE LEI ATTENTA A NON FINIRE POLITICAMENTE NEL BURRONE DELL’IRRILEVANZA E DEL DIMENTICATOIO. “CHI VUOLE CORRERE CON SCARPE DI VETRO”..NON FA MOLTA STRADA! BERLUSCONI E’ UNICO STATISTA IN ITALIA, IL QUALE SIEDE GIA’ TRA I GRANDI DELLA STORIA ITALIANA, E NON TEME CONFRONTI CON ‘PICCOLI’ POLITICI DI GIORNATA..E DI MALI APPRENDISTI!!!

    • Francesco Storace 24 maggio 2019

      riposati

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