Vergogna Rai. Noi paghiamo e al posto di Giorgia Meloni tornano i dinosauri

sabato 13 aprile 6:00 - di Francesco Storace

Per restituire il maltolto, la Rai dovrebbe trasmettere in diretta l’intera conferenza programmatica che oggi e domani Fratelli d’Italia svolge a Torino. E’ una vergogna assoluta il trattamento riservato dalla “nuova” dirigenza Lega-Cinquestelle al partito di Giorgia Meloni. E in particolare alla leader, alla quale si riescono a preferire i vecchi dinosauri della politica ancora in circolazione. Per avere un po’ di spazio la Meloni ha dovuto prima combattere al tavolo della coalizione di centrodestra per il candidato in Abruzzo. Poi scapicollarsi a sostenere Marco Marsilio e vincere le elezioni.
Uno scandalo chiamato servizio pubblico. Ma a Foa e Salini non sembra interessare quel che succede a destra. O forse a chi a questo punto dà gli opportuni ordini a loro e ai loro uomini.

Uno scandalo totale

Sono i numeri a parlare e quando Federico Mollicone, parlamentare di Fratelli d’Italia in commissione di vigilanza Rai, ci ha confermato le cifre, ci sembrava incredibile. Gli ultimi due mesi dell’osservatorio dell’Università di Pavia trasmettono un maniacale oscuramento della leader di Fdi. Nelle tre reti – e relativi telegiornali – la Rai ha dato spazio ai partiti, con il cosiddetto “tempo di parola”, per ben 89 ore dal 2 febbraio al 22 marzo. 5347 minuti a tutti, proprio a tutti, ma appena 71 alla Meloni. Poco più di un’ora. Un’ora su 89. Lo scriviamo in modo comprensibile: uno virgola tre per cento. Scandalo totale.
Una vergogna che si accentua se pensiamo che nelle due settimane – quella prima e quella dopo – per sostenere e poi festeggiare Marco Marsilio se ne sono andati 50 minuti. Gli altri 21 in cinque settimane, 4 ogni sette giorni.

Le cifre della vergogna Rai

Dal 2 all’8 febbraio Giorgia Meloni è risultata il 50mo esponente politico con soli 3 minuti su 570. Persino Fassina più di lei, o dovremmo dire di Leu. Dal 9 al 16 febbraio la leader di Fdi ha parlato per quasi cinque minuti su 830, piazzandosi al 46mo posto tra gli esponenti politici sentiti dalla Rai. Nello stesso periodo 8 minuti e mezzo al sempreverde Casini.
Come già detto, le due settimane a cavallo del voto abruzzese: 50 minuti su 1757. Un’ora su trenta, attorno al 3 per cento (7 la percentuale elettorale).
Poi, si torna al consueto ostracismo, chissà da chi pilotato. Settimana dopo settimana, in una modalità inversamente proporzionale ai sondaggi, sempre più giù. Dal 2 all’8 marzo, Giorgia Meloni è in 35ma posizione tra i politici intervistati, sette minuti su 827. Più di lei persino Bersani e ancora Casini, due voti in due. Dal 9 al 16 marzo, scende al 54mo posto, parla 3 minuti su 640. Davanti ha, tra i tanti, addirittura Massimo D’Alema e l’importantissima Alessandra Moretti, tale Nino Durbiano dei verdi e il mitico Furfaro del Pd.
Poi, il precipizio dal 16 al 22 marzo e per fortuna non ci sono ancora dati successivi. Giorgia Meloni è 69sima, le offrono poco più di due minuti su 743. 24 secondi sul primo canale, 102 sul secondo, 18 sul terzo. In una settimana. Ogni giorno, meno di 4 secondi sotto Raiuno, tg compreso, 14 sul due e due secondi e mezzo sul 3.
Qualcuno intende vergognarsi in questa Rai che manteniamo noi? Il trattamento riservato ad una delle leader più apprezzate della politica italiana è semplicemente indecoroso. Non bastava lo spazio regalato per troppo tempo alla sinistra?

Commenti

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  • Renato Biscetti 14 aprile 2019

    Sui cinquestelle è inutile spendere parole ma l’attenzione va posta su Salvini: la sua strategia ricorda molto quella del primo Berlusconi! Attenzione a vedere nella Lega, come sembra fare l’ottimo Marcello Veneziani, il nuovo partito di riferimento della Destra: è solo un trappolone. Magari non distanti ma ben distinti dalla Lega e dal suo leader ex comunista.

  • Lappola 13 aprile 2019

    Per questo non guardo più programmi RAI e mi affido solo a Mediaset sebbene spesso anche Mediaset faccia i capricci.

  • Giuseppe Forconi 13 aprile 2019

    Ancora esistono quei quattro personaggi in foto? Ma non riescono ancora a capire che devono dileguarsi dalla faccia della terra?

  • Giuseppe Spotti 13 aprile 2019

    Eh sì, spadroneggia come sempre l’arroganza dei delinquenti fasciocomunisti, padroni della politica in Italia. La feccia in camicia nera fino al 24 Aprile e scambiata in fretta e furia con i fazzoletti rossi il 25 Aprile. Vorrebbero essere “il nuovo” ma da sempre sono sempre gli stessi cretini del giorno prima. Scendono in piazza vestiti di rosso per festeggiare, vestiti di nero per mettere a ferro e fuoco le città. Ogni volta, come camaleonti, sventolano nuove e variopinte bandiere ma mai quella italiana. In questo sono coerenti, almeno sanno di non essere degni di rappresentare la Nazione Italiana.

  • Giuseppe Tolu 13 aprile 2019

    Finirà anche per questi comunisti grillosi, deve finire, e non sarà certo bene come finirà. Non mollare Giorgia, le tue fatiche saranno ricompensste.

  • Vincenzo Pacifici 13 aprile 2019

    Cosa altro si attende per scendere in campo in modo deciso e continuativo contro il governo gialloverde ed i leghisti, nostri veri nemici e storici ed ideologici ? Fino al momento in cui non vedrò realizzata la contrapposizione, continuerò nella posizione astensionistica

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