Bentornato Ratzinger: un messaggio agli anti-Bergoglio. Ecco cosa c’è tra le righe della sua lettera

giovedì 11 aprile 16:59 - di Aldo Di Lello

Chi nell’ambito morale  «nega alla Chiesa un’ultima competenza dottrinale, la costringe al silenzio proprio dove è in gioco il confine fra verità e menzogna». È uno dei passaggi più forti della lunga lettera con la quale il Papa Emerito Joseph Ratzinger propone una rìflessione sulla piaga delle pedofilia all’interno della Chiesa. Per la verità, leggendo il testo (pubblicato integralmente dal Corriere della Sera), di passi”forti” se ne incontrano parecchi. Si respira, leggendo questi pensieri di Ratzinger, un’atmosfera che avevamo dimenticato. Torna  la Chiesa come dispensatrice di verità e di certezze  per credenti e non credenti. Il bergogliano  «chi sono io per giudicare?» davanti al tema della unioni gay appartiene  a un altro mondo.

Due grandi notizie

In questa lettera di Ratzinger sono contenute due, grandi notizie. Prima notizia: il Papa Emerito c’è e fa sentire la sua voce nei momenti importanti. Seconda notizia: il male morale della Chiesa, come pure della società contemporanea, nasce nel ’68, un male generale che ha prodotto anche il male particolare  della pedofilia. È un notevole  ribaltamento di prospettiva rispetto al pensiero oggi dominante, il pensiero  che vuole la pedofilia come una sorta di male “specifico” della Chiesa cattolica e di cui i fedeli e le gerarchie devono provare vergogna. Per Ratzinger è vero tutto il contrario: è la diminuzione di “cattolicità” a diffondere comportamenti indegni e ributtanti in una parte del clero. E questo perché la formazione dei giovani sacerdoti è stata intossicata dalla tendenze del tempo storico, a partire da quella “rivoluzione sessuale” che proprio nel ’68  trovò la sua primaria origine culturale e politica.

Due frasi revelatrici

A questo punto è lecito chiedersi: perché questo forte intervento proprio ora? Perché, proprio ora, il Papa Emerito  ha voluto esprimere  un concetto di fede e di Chiesa che sembra  decisamete distante da quello proposto dall’attuale Pontificato?  Viene da pensare che, con questo intervento, Papa Ratzinger abbia voluto mandare un messaggio ai cattolici  anti-Bergoglio prevenendo  e disattivando  il  sempre più paventato  “scisma” . Lo fanno pensare  soprattutto due frasi. La prima è laddove, indicando soluzioni  alla crisi morale della  Chiesa, il Papa Emerito afferma:  «Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo creare un’altra Chiesa affinché le cose possano aggiustarsi? Questo esperimento già è stato fatto ed è già falli­to. Solo l’amore e l’obbedienza a nostro Signore Gesù Cristo possono in­dicarci la via giusta». Come a dire: le critiche alle forze, bergogliane, oggi egemoni all’interno della Chiesa non devono portare alla “separatezza” men che mai alla “separazione” dei buoni cattolici, La seconda frase rivelatrice consiste in questo singolare inciso: «… Pur non avendo più da Emerito alcuna diretta responsabilità». “Diretta” responsabilità? Perché Raztinger sente il bisogno di ribadirlo? Forse intende dire che una “indiretta” responsabilità comunque la svolge nel governo della Chiesa? Se è così, il messaggio agli anti-Bergoglio sembra chiaro: «Io comunque ci sono, E non me ne sono mai andato. Pazientate»

 

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