Record di incidenti nella metro di Milano: un disastro firmato Sala (e Pisapia)

martedì 12 marzo 19:46 - di Guido Liberati

Lunedì 11 marzo si è registrato l’ennesimo incidente. Stavolta è andata bene: “appena” quattro feriti e nessuna sospensione della linea. Prendere la metro a Milano è ormai diventata un’impresa da Avventure nel mondo. Nella «civilissima e modernissima Milano», come osserva con sublime perfidia Dagospia sono oltre 50 gli incidenti a catena nei treni sotterranei.

Tra frenate improvvise ed errori umani, solo nel 2018 sono finite all’ospedale oltre quaranta persone. Eppure, dato che si parla di una giunta di centrosinistra guidata dal city manager Beppe Sala, la notizia non è degna di finire tra i titoli principali dei telegiornali. Sala ora e prima di lui il compagno Pisapia, hanno costruito un “fil rouge”(o meglio un filo rosso) che non consente alibi. Impossibile dare la colpa ad altri. In altre città si è è protestato per molto meno. Per Milano è calata una cappa di omertà mediatica. Ma i numeri diventano così imponenti da non consentire ulteriori silenzi. La Stampa riporta una statistica impressionante. Nel 2019 siamo a quota cinqyanta inciduenti. L’episodio più grave, lunedì 4 marzo, ha registrato undici feriti. Nel 2018 gli incidenti nella efficientissima metropolitana di Milano sono stati 83, nel 2017 109 e nel 2016 si erano fermati a 79. Inutile ripetere che le giunte di centrosinistra hanno dipinto un quadro di efficienza e di ordine che, alla prova dei fatti, non è mai esistito.

Sala tace, preferisce parlare della moschea

Ciò che impressiona, finora, è che nessuno si è adoperato a fornire una spiegazione plausibile. Inutile dire che il sindaco Sala, così solerte quando si tratta di annunciare la costruzione di una moschea per la città, si è ben guardato dal fornire motivazioni. Ha mandato avanti il suo assessore a trasporti, Stefano Granelli. Il quale non ha saputo dare una risposta. Come scrive La Stampa, la causa dei guasti è un “mistero”. Una risposta in tempi celeri? Non se ne parla. Dovranno trascorrere alcuni mesi prima di avere qualche risposta.

Metro di Milano, la denuncia del Codacons

Inoltre, come dice l’assessore Granelli, «serviranno mesi prima di omologare il software dei treni vecchi a quello dei treni nuovi». Nel frattempo, ai viaggiatori (almeno a quelli di fede cristiana) non resta che farsi il segno della croce. Intanto il Codacons annuncia un esposto in procura. «Inaccettabile mettere a rischio la sicurezza di chi prende la metro. L’Atm deve garantire la sicurezza».

 

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