“Ministro della malavita”: Saviano va a processo per le offese rivolte a Salvini e le ripete ancora

mercoledì 20 marzo 15:17 - di Leo Malaspina

Anche sull’ultimo duello in mare, quello di Salvini con il no global Luca Casarini, lo scrittore Roberto Saviano si era schierato con la sinistra e anche in questa occasione aveva esagerato con le parole: “Alla vigilia del voto in Senato sul caso Diciotti, che salverà il Ministro della Mala Vita dal rischio concreto di finire in carcere, assistiamo all’ennesimo atto da buffone sulla pelle dei migranti. Grazie”. Il voto sulla Diciotti è andato bene per Salvini, ma Saviano potrebbe pagare caro quell’ennesimo riferimento insultante al leader della Lega, quella definizione di “ministro della malavita” che aveva usato in passato e anche oggi ha ripetuto, sul caso “Mare Jonio” e “Diciotti”.

L’annuncio del procedimento giudiziario a suo carico per diffamazione lo dà lo stesso Saviano: “Confermo la notizia. Verrò processato. Verrò processato per aver definito il ministro dell’Interno ministro della Mala Vita. Ribadisco pienamente la mia definizione, ne difendo la legittimità e vado con serenità e con certa fierezza a farmi
processare. Io, cittadino come tanti, come tutti, sarò processato; il ministro, invece, ha deciso di sottrarsi al processo, seriamente e giustamente spaventato dal fatto che la sua condotta nel caso Diciotti possa farlo condannare”, ha scritto oggi su “Repubblica“. Saviano continua: “Questo processo che mi vedrà imputato, se non altro, costringerà Matteo Salvini a dire la verità o, quantomeno, a pronunciare sotto giuramento, dinanzi a uno
spazio di verificabilità, le sue affermazioni, cosa che fino a oggi non è mai accaduta, trovandosi nel più agevole ambito della propaganda, dove ogni menzogna è manipolata, costruita, seminata sul terreno della bile, della frustrazione di un Paese disorientato da cui sta, per ora, e solo per ora, ricavando consenso”.

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