L’ultima intervista di Imane Fadil: “Ho scritto un libro che svelerà la verità” (video)

domenica 17 marzo 10:44 - di Redazione

«Sto per pubblicare un libro, ma chiediti come mai nessuno vuole pubblicarlo… Ma prima o poi esce…». È una delle frasi sibilline dell’ultima intervista di Imane Fadil, 34enne modella marocchina, deceduta dopo un mese di agonia. Un’autopsia e l’analisi dei tessuti, ancora da compiere, sveleranno il giallo sulla morte delle giovane, tra le testimoni chiave nei processi Ruby che vedono tra gli imputati Silvio Berlusconi.

Come è morta Imane Fadil?

Mercoledì o giovedì la risposta del laboratorio per accertare se è stata proprio l’esposizione a sostanze radioattive a causarne la morte. Quel che è certo, finora, è che l’autopsia avrebbe potuto essere eseguita subito, sia il giorno della morte – quando è stato disposto il sequestro di tutta la documentazione clinica e della salma -, sia il 6 marzo scorso, quando l’Humanitas ha ricevuto gli esiti tossicologici e li ha comunicati agli inquirenti.

La procura di Milano indaga per omicidio volontario

Secondo quanto è stato possibile ricostruire e risulta in cartella clinica a partire dal ricovero, dall’équipe medica sono stati eseguiti tutti gli accertamenti del caso: quando è arrivata all’Humanitas di Rozzano il 29 gennaio scorso, Imane aveva già una patologia grave e conclamata al midollo osseo ed è stata ricoverata in terapia intensiva. I primi esami sulla giovane marocchina, che aveva chiesto di esser parte civile nel processo Ruby Ter, hanno escluso la presenza di un linfoma o di altri tumori del sangue. I medici dell’Humanitas hanno quindi approfondito la ricerca, senza riscontrare tuttavia nel corpo della donna malattie autoimmuni che avrebbero potuto attaccare così gravemente il midollo e causare il repentino decadimento di altri organi vitali che poi ha portato alla morte della giovane il 1° marzo, a un mese dal ricovero.

Test tossicologico sui metalli

Prima degli esami con test tossicologico su metalli da cui è emersa la contaminazione, che avrebbero richiesto una decina di giorni e sono stati eseguiti in un laboratorio specializzato di Pavia, anche i primi test tossicologici su Imane erano risultati negativi. Solo l’imminente autopsia e l’analisi dei tessuti potrebbero accertare se è stata proprio l’esposizione a sostanze radioattive a causarne il decesso. Intanto, però, la procura di Milano indaga per omicidio volontario.

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