Due Marò, dopo 7 anni arriva l’arbitrato. Trenta: «In campo ogni sforzo possibile» (video)

mercoledì 20 febbraio 16:21 - di Redazione

È fissato per luglio l’arbitrato internazionale sul caso dei due marò. A riferirlo nel corso di un question time alla Camera è stata il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, assicurando che «stiamo affrontando la questione con ogni possibile sforzo, con una azione costante e sinergica a livello governativo». Benché ormai non se parli quasi più, infatti, a sette anni dal suo inizio, la vicenda giudiziaria che ha coinvolto i fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre resta ancora aperta.

Il caso dei due marò ancora aperto dopo 7 anni

«Come noto, ci avvaliamo di un qualificato team legale», ha sottolineato il ministro, auspicando «ci sia, da parte di tutti, un atteggiamento di “buon senso”, orientato a consentire la conduzione dei lavori del Tribunale arbitrale in un clima di massima serenità, con l’augurio che finalmente si possa giungere, dopo sette anni di travagliato percorso, ad una soluzione positiva e definitiva sulla questione della giurisdizione». «Sulla base degli esiti di tale percorso, l’Italia dovrà valutare come dare seguito alla sentenza del Tribunale», ha quindi chiarito Trenta. Il ministro ha raccontato di aver incontrato i due fucilieri di Marina varie volte dal suo insediamento e di aver «apprezzato la loro fermezza d’animo e la consapevolezza di essere stati chiamati, da servitori dello Stato, ad affrontare una dura prova che ha, inevitabilmente, un forte impatto anche nei rispettivi ambiti familiari».

L’arbitrato a luglio, la sentenza entro sei mesi

Nel merito della vicenda, Trenta ha spiegato che «il 22 ottobre scorso era previsto, davanti ai giudici del Tribunale de L’Aja, l’inizio dell’arbitrato per stabilire chi, tra Italia e India, abbia la giurisdizione per accertare le eventuali responsabilità per i fatti che hanno coinvolto la nave “Enrica Lexie” nell’incidente del 15 febbraio 2012». Ma, a causa di un improvviso problema di salute di un giudice di parte indiana, poi deceduto, il Tribunale ha prima disposto il rinvio dell’avvio delle udienze e, successivamente, ha invitato l’India, sulla base delle regole di procedura, a nominare un nuovo arbitro. «L’udienza arbitrale sulla controversia, dopo lo slittamento causato dalla morte del giudice, è ora prevista per l’8-20 luglio 2019», ha quindi chiarito il ministro della Difesa, ricordando che «la sentenza del Tribunale arbitrale è prevista, in base alle regole di procedura stabilite dallo stesso Tribunale, entro sei mesi dalla chiusura delle udienze». «Il procedimento davanti al tribunale arbitrale de L’Aja servirà – ha concluso Trenta – a decidere chi, fra Italia e India, abbia la giurisdizione per accertare le eventuali responsabilità».

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Commenti

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  • Andrea Belli 21 febbraio 2019

    ERA ORA CHE SI MUOVESSERO !!!

  • riccardo cricelli 21 febbraio 2019

    Come gia’ detto piu’ volte, l’errore fu fatto dal governo italiano ed io che sono stato chiamato a fare da interprete su un interrogatorio avvenuto presso il carcere di Trivandrum, sono stato additato come un nemico dell’Italia, visto che i miei colleghi erano in difficolta’ e parlando con le istituzioni italiane civili e militari ho capito che era tutto un gioco politico con l’aggiunta di inesperienza in campo internazionale e di ignoranza da parte di un Governo sulle leggi di uno Stato, anziche’ dare soldi a cittadini indiani residenti in italia e mandarli qui in india a fare la bella vita avrebbero potuto benissimo contattare noi che qui viviamo e posso garantire che in 2 giorni i Maro’ sarebbero rientrati in Italia per essere poi in seguito perseguiti dalla legge italiana secondo i meriti. Non voglio aggiungere altro ma i miei ex colleghi hanno detto il giusto quando affermano di aver agito con fermezza in qualita’ di servitori dello Stato, a loro in effetti e’ stato detto cosa dire e cosa non dire.