Ore delicate
Forza campione! Cosa c’è dietro l’annuncio della morte di Franco Baresi, poi smentita: la malattia e l’operazione
Il campione del Milan è vivo, ma “vive un momento delicato”, fa sapere il Milan, che ieri sera è stato costretto a smentire gli annunci, perentori, della morte del suo ex calciatore, che in rossonero ha vinto tutti i trofei mondiali possibili. E’ vivo, Franco Baresi, ma dall’opedale nel quale è stato operato ieri qualcuno ha fatto filtrare una notizia falsa, forse maliziosamente, forse per superficialità. E i giornali sportivi, autorevoli, ma anche tv come La7, hanno abboccato, per poi essere costretti a smentire.
La lotta di Franco Baresi, l’annuncio della morte e la smentita
Sui social si è scatenata la folla di sostenitori dell’ex capitano del Milan di Arrigo Sacchi: tifosi, giornalisti, calciatori, uniti nel grido: “Forza campione!”.
Ma come nasce il giallo della morte di Baresi? La leggenda rossonera era stato operato per la rimozione di un nodulo polmonare ad agosto dello scorso anno, le sue condizioni di salute sarebbero peggiorate, ma Baresi sta ancora lottando e il Milan chiede di rispettare la privacy del vicepresidente onorario della società pubblicando una smentita su X. “AC Milan smentisce le false notizie circolate in questi minuti riguardanti Franco Baresi. Franco sta affrontando un momento delicato e il Club gli è accanto con affetto, così come alla sua famiglia. Invitiamo tutti a rispettare la sua privacy e a non contribuire alla diffusione di informazioni prive di qualsiasi fondamento”.
“Viva la vita”, aveva scritto Baresi sui social lo scorso novembre, solo tre mesi dopo l’intervento di asportazione del nodulo. Parole che avevano fatto ben sperare, dato che a dicembre è tornato in tribuna a San Siro, accolto da un lungo applauso di bentornato da parte di tutto lo stadio. Un’immagine forte è stata vederlo tedoforo a San Siro durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina, in coppia con un altra bandiera del calcio meneghino, Beppe Bergomi. Più di recente, in un’intervista alla Stampa, ha detto la sua all’indomani della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, una pena in più per il campione del mondo del 1982, pur senza scendere in campo durante il torneo, e vicecampione nel 1994, quando invece era il capitano della nazionale.
Una carriera straordinaria
Soprannominato Piscinin e in seguito Kaiser Franz (in onore di Franz Beckenbauer), è considerato uno dei più forti calciatori della storia ed è annoverato tra le più note bandiere calcistiche di tutti i tempi. Occupa la 19ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer e la 33ª posizione nell’omonima classifica stilata dall’IFFHS. Nel marzo del 2004 Pelé lo ha inserito nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, redatta in occasione del centenario della FIFA.È stato inserito per sette volte tra i candidati alla vittoria del Pallone d’oro (dal 1988 al 1990 e dal 1992 al 1995), arrivando a ricoprire la seconda posizione nel 1989 dietro al compagno di squadra Marco van Basten.