L'aggressione russa
Drone russo su un treno al confine con la Polonia: “C’era un consigliere italiano”. Ma il governo smentisce
La notizia aveva allarmato tutti. “Consiglieri per la Sicurezza di Italia, Germania, Regno Unito e Francia oltre che all’ex primo ministro britannico, Boris Johnson, si trovavano sul treno notturno, la cui locomotiva è stata colpita da un presunto drone russo in territorio ucraino, vicino al confine polacco”, aveva reso noto nel pomeriggio il giornale tedesco Der Spiegel, secondo cui il treno è stato fermato e parzialmente evacuato alle 5 del mattino, prima che l’emergenza cessasse. Ma poi è arrivata la smentita del governo.
Bomba sul treno sul confine con la Polonia, la smentita italiana
I consiglieri per la Sicurezza europei, tra cui quello italiano Fabrizio Saggio, che erano andati a Kiev per partecipare alla conferenza ‘Yalta European Strategy’ (Yes) “non erano a bordo del treno“, la cui locomotiva è stata colpita da un presunto drone russo vicino al confine con la Polonia, precisano fonti di Palazzo Chigi, dopo la notizia diffusa da Der Spiegel. Secondo le fonti, i consiglieri viaggiavano su un treno successivo, che a seguito del raid è stato costretto a fermarsi per poi ripartire successivamente. Quindi nessun allarme per i consiglieri per la sicurezza europei.
La precisazione dell’ente ferroviario
La compagnia ferroviaria statale ucraina ha confermato che importanti funzionari occidentali, tra cui l’ex primo ministro britannico Boris Johnson e l’ex direttore della Cia David Petraeus, si trovavano in una stazione ferroviaria dell’Ucraina occidentale poco prima che la Russia attaccasse un treno diretto a Varsavia. “Poco prima che la locomotiva venisse colpita al confine tra Ucraina e Polonia, un treno diplomatico si trovava alla stazione di Yagodyn”, ha dichiarato in un comunicato l’operatore ferroviario ucraino Ukrzaliznytsia.