Sì alla congestion charge per gli automobilisti romani: un pedaggio da 2000 euro l’anno

giovedì 22 novembre 19:19 - di Carlo Marini

Da qui a due anni sarà introdotta la “congestion charge”, un pedaggio veicolare per entrare a Roma all’interno dell’anello ferroviario. L’Assemblea capitolina ha approvato con 24 voti favorevoli e 10 contrari la delibera 75/2018, a prima firma del consigliere del M5S Enrico Stefano, che introduce la nuova stangata per i romani.

Quanto costa la congestion charge?

Sull’entità del pedaggio, l’importo è ancora da definire. A Milano costa 5 euro al giorno ed è contestatissima: per un lavoratore romano costretto a spostarsi in auto si tratterebbe quindi di una spesa di quasi duemila euro al mese. Ma quella di Milano è la congestion charge più economica d’Europa. A Londra supera le 10 sterline al giorno (15 euro), ma con Milano (estesa come un solo municipio di Roma) e con Londra (i trasporti pubblici sono tra i più efficienti d’Europa) i paragoni sono improponibili. Così come è improponibile il paragone con Singapore (anche lì è in vigore la congestion charge ed è stata citata dai grillini), dove l’efficienza dei trasporti e non solo dei trasporti è a livelli inimmaginabili per quasi tutte le città d’Europa.

 

La zona coinvolta coincide con le principali zone d’interesse cittadine

La congestion charge riguarderà la Ztl Vam, un’area leggermente più piccola dell’attuale anello ferroviario ma che praticamente include tutti i ministeri e i principali punti d’interesse della Capitale. Si tratta di un provvedimento che «’potrebbe cambiare il volto della nostra città», anche se, ha spiegato Stefàno nelle scorse sedute, con questa delibera «non viene introdotta la congestion charge a Roma, ma si avvia un percorso di studio, approfondimento e condivisione con tutti gli stakeholder, che potrebbe portare da qui a due anni all’introduzione di questa importante e significativa misura. Con questo atto noi diamo mandato al dipartimento Mobilità e a Roma servizi per mobilità di fare, appunto, questo studio».

Congestion charge, la protesta di FdI

Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo, «prima si costruisce una politica seria sulla mobilità e solo dopo si possono pensare provvedimenti di questo tipo, invece ogni cosa che questa maggioranza fa, la fa con una pregiudiziale ideologica: se fate una ciclabile e si perdono dei posti auto non vi preoccupate minimamente di recuperarli, ma anzi lo rivendicate come positivo. Questo è il M5S: noi ci prendiamo l’onere come FdI di farlo sapere a tutti i cittadini romani, intanto consegniamo voto contrario su questa delibera invotabile e dannosa per la città». Altrettanto critico Davide Bordoni di Forza Italia: «La montagna dopo tanti mesi di discussione ha partorito il topolino una delibera che non serve a nulla se non a dare degli indirizzi, secondo noi anche sbagliati. Roma ha bisogno di un Piano generale dei trasporti, la congestion charge non può certo essere utile. Non si può bloccare l’accesso in un’area così ampia senza prima un adeguamento del trasporto pubblico».

Commenti

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  • Francesco Ciccarelli 22 novembre 2018

    Ma l’Italiano è ancora la nostra lingua ufficiale, oppure è stato sostituito dall’Inglese? Appena qualcuno usa una parola straniera, tutti la ripetono?

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