CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Quel gelo nel cinema mentre risuonano le urla di Norma Cossetto

Quel gelo nel cinema mentre risuonano le urla di Norma Cossetto

Segui il Secolo d'Italia Google Discover Fonti Preferite

Ci sono 15 commenti, partecipa alla discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ci sono 15 commenti

  1. amerigo ha detto:

    L’anpi? Come al solito si è girata dall’altra parte, ovviamente quella sbagliata, per coerenza!

  2. Giulio ha detto:

    Sono figlio di un esule istriano.
    Concordo con il sig. Schiesari sulle importanti omissioni sugli ultimi drammatici istanti di Norma Cossetto.
    Tuttavia questo film ha il merito di affrontare e portare a conoscenza del pubblico (italiano e slavo, speriamo!) la tragedia delle foibe che per convenienza politica di Tito e dei suoi amici italiani (De Gasperi ma in primis Sandro Pertini) è stata taciuta per troppo tempo.
    Il film, un po’ lungo, è ben documentato , aderente al vero, ben recitato.
    Con buona pace dell’ANPI, andrebbe proiettato in tutti i licei d’Italia ma soprattutto in Slovenia e Croazia.
    Queste giovani repubbliche nate dalle ceneri del socialismo titino non hanno mai preso davvero le distanze dai crimini del passato. Ricordo che in quelle terre si continua a festeggiare l’anniversario della slavizzazione della costa istriano-dalmata veneta ed italiana da oltre un millennio. Quanto sanguinosa essa sia stata gli Italiani non sanno ed in tal senso il film può contribuire a illuminarli.

    1. Grazia Maria Masi ha detto:

      CREDO CHE QUESTO FILM DEBBA ESSERE MESSO IN VISIONE NELLE SCUOLE E UNIVERSITÀ DI TUTTA ITALIA….MINIMO CHE SI POSSA FARE COME RICONOSCIMENTO VERSO I NOSTRI POVERI ITALIANI SACRIFICATI MA PER AIUTARE A CAPIRE A I CONTEMPORANEI DA DOVE VENIAMO E DA A INFOIBATO TUTTO….PERCHÉ LA FATTO? COSA HA OTTENUTO? SOLO COSI POTREMMO DIRE DI COMINCIARE A COSTRUIRE UN ITALIA CON ITALIANI TUTTI DA NORD A SUD…..Faccio notare che sono italiana cresciuta in Argentina e sapendo cosa vuole dire essere in casa d’altri ho molto amore e rispetto per tutto ciò che è nostro come consapevolezza che non è stato regalato è costato il sacrificio e l’amore di moltissimi italiani.

  3. Emilio ha detto:

    C’è da vergognarsi ancora adesso, anzi tanto più adesso, assistendo al voluto silenzio generale. Sembra quasi che sia addirittura proibito sfiorare l’argomento. La sostanza di tutto ciò, nel sommarsi del passato col presente,evidenzia solo ignobile vergogna e penosa e colpevole reticenza.

  4. Rodolfo ha detto:

    Bisogna sollevare del tutto la cortina di ferro sui crimini commessi dai cosiddetti partigiani rossi che intendevano consegnare l’Italia all’URSS.

  5. Slater ha detto:

    Da profugo fiumano,sfiorato per odio dall’aggressione, ricordo le foibe ed i loro esecutori.Il film speriamo che a Formia lo programmino ma,fino ora,tutto tace..

  6. alfonso43 ha detto:

    La storia di quei momenti cruciali è tremenda.Ma più tremendo è stato il silenzio dei rappresentanti politici italiani per aver nascosto e disconosciuto per anni il martirio e le sofferenze di tanti nostri compatrioti.
    Finalmente,con la caduta costante dei comunisti italiani,si fa luce sui tanti massacri di quei anni.

  7. Pino 007 ha detto:

    Lui disse:” Se qualcuno ti da uno schiaffo, porgigli anche l’altra guancia e perdonalo “. In una normale odierna situazione se si e’ offesi, perdonare e’ semplice educazione. Ma la storia delle foibe e’ troppo grande, troppo crudele per poter perdonare.
    I partigiani titini agirono peggio di animali inferociti, ma erano dei croati, una razza che non ha dignita’ umana. Ma i partigiani italiani che si accanirono sullo stesso popolo, un popolo di fratelli, quelli non verranno mai perdonati ne da noi ne da Dio. 1943 in piena guerra, tutti con l’odio scolpito sul viso, ma oggi 2018 cosa pensano di essere questi partigiani, cosa pensano di fare, cosa bolle nei loro piccolissimi cervelli, chi vorrebbero ammazzare, cosa vorrebbero fare per sentirsi esaltati ?? Vivono circondati da inesistenti fantasmi, vivono nell’odio verso i loro stessi fratelli, che della guerra non sanno neanche cosa sia, ma hanno la colpa di credere in un governo giusto. Come si puo’ perdonare tale feccia umana ? Chissa’ se per un miracolo finissero tutti nelle foibe dove i loro stessi predecessori uccisero e interrarono migliaia di fratelli italiani, purtroppo i miracoli non avvengono quando servono.

  8. Guido Schiesari ha detto:

    Sono andato a vedere il film: troppo lungo, noioso, con una morale pomposa sulla guerra, e per gli aguzzini della povera Norma sembra che l’abbiano scampata, ma la storia invece aveva loro riservato la giusta punizione.
    La povera ragazza dovette subire ogni sorta di tormenti. Fu legata sopra un tavolo e violentata ripetutamente dai suoi aguzzini, invano invocava i suoi genitori, chiedeva aiuto, acqua, pietà!
    E fin qui l’ultima parte del film è veritiero, ma dopo, chissà come mai il racconto si fa sbrigativo e ti lascia senza una vera risposta sul senso del film. La fine orribile di Norma è molto simile a quella di tutte le persone infoibate in Istria e in Dalmazia, ma è l’unica che si può raccontare con assoluta certezza dall’inizio alla fine, ed è per questo che contesto ROSSO ISTRIA: poco coraggioso sulle atrocità commesse dei titini.
    Allora la storia ve la proseguo io!
    Con altri ventisei compagni di sventura fu portata da sedici partigiani titini vicino alla voragine che l’avrebbe inghiottita. Norma non si reggeva in piedi per le violenze subite, ma prima di farla precipitare nella foiba, i suoi aguzzini vollero ancora approfittare di lei, e su quel corpo ormai inanimato, le recisero i seni e le conficcarono un bastone tra i genitali!
    Nulla sarebbe trapelato della orribile fine di Norma Cossetto se non per il fatto che i tedeschi, rioccupando quella zona, catturarono dei partigiani titini, dai quali si seppe la verità! I sedici partigiani titini furono identificati, e la salma di Norma recuperata dalla foiba profonda 136 metri…..
    La salma venne ricomposta nella cappella del cimitero di Santa Domenica, e i suoi torturatori furono costretti, per vendetta, a vegliarla tutta la notte al lume delle candele. Il mattino seguente, quando i sedici titini furono fucilati dai tedeschi, tre di essi erano impazziti.
    Questo doveva essere raccontato nel finale del film, ma così come viene fatto vedere nelle sale cinematografiche, lascia l’amaro in bocca!
    Peccato, la verità sulle atrocità degli istriani infoibati è stata ancora soffocata.

    1. Mauro ha detto:

      Grazie della spiegazione

      1. Grazia Maria Masi ha detto:

        Grazie…non l’avrei mai saputo altrimenti

    2. Gianni Casali ha detto:

      Grazie per il tuo crudele ma veritiero commento!

    3. Manuela ha detto:

      Scusa, perché allora la sorella afferma di non aver mai recuperato il corpo di Norma? O ho capito male?

  9. roberto ha detto:

    parole sante che andrebbero incise su ciascun monumento presente in Italia

  10. Guido955 ha detto:

    Solo un passaggio in televisione Rai1 in prima serata, solo così si può pensare di rendere omaggio ai nostri compatrioti, solo così tutti potranno vedere e non più disconoscere questa autentica infamia. Se qualcuno vorrà farsi partecipe di questa idea sarà come inchinarsi alla memoria di tanti troppi fratelli dimenticati per troppo, troppo tempo.

18 Novembre 2018 - AGGIORNATO 19 Novembre 2018 alle 12:11

Ultima notizia