Castrazione, retromarcia del governo. FdI: da Salvini solo propaganda?

mercoledì 31 ottobre 16:59 - di Redazione

“Non c’è alcuna iniziativa in relazione all’introduzione della castrazione chimica in Italia, e non c’è alcuna indicazione in tal senso nel contratto di governo”. A precisarlo è stato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, rispondendo a un’interrogazione di Fratelli d’Italia al question time alla Camera.

“Al netto di un quadro di norme che renderebbe incostituzionale l’introduzione di questa pena – ha spiegato il ministro – è corretto parlare di una misura temporanea. Infatti all’estero, dove è prevista, la castrazione chimica è una misura temporanea, e non potrebbe essere altrimenti, e quindi non è possibile che sia una misura preventiva. E’ una misura temporanea che prevede uno sconto di pena: lo stupratore che si trova in carcere chiede di avere uno sconto e per il periodo concesso si sottopone, consensualmente, alla castrazione chimica”. Il governo, ha assicurato il ministro, “ha un’altra idea di intervento, che è quella di non fare uscire nessuno dal carcere, di tenerlo sotto controllo con la certezza della pena attraverso un percorso che possa garantire sempre il controllo dello Stato”. Bonafede ha poi ricordato “altre iniziative, tra cui l’inasprimento delle pene per i reati di violenza sulle donne, il cosiddetto ‘codice rosso’, che sarà varato dal prossimo Consiglio dei ministri, per un intervento tempestivo di tutela delle donne minacciate, il tavolo coordinato dal sottosegretario Spadafora che porta avanti i progetti di un complessivo piano antiviolenza, e l’istituzione di un fondo per le vittime”.

La risposta di Bonafede, afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, smentisce “clamorosamente il ministro dell’Interno. Emergono così, con sempre maggiore chiarezza, da una parte le differenze tra gli annunci sui social e sui giornali, da dare in pasto agli elettori, e dall’altra l’assoluta incoerenza nell’azione di governo”. FdI, continua, “si batterà continuando a presentare emendamenti al decreto sicurezza per ottenere l’inserimento della castrazione chimica, che consideriamo un metodo efficace per combattere le ‘bestie’ che commettono atrocità nella nostra nazione, riuscendo spesso a reiterare il reato. Facciamo appello alla Lega affinché non si scelga la scorciatoia della fiducia per evitare il dibattito e darla vinta ai 5 stelle”. Sul tema è intervenuta anche la senatrice di Fratelli d’Italia, Daniela Santanchè: “Sono allibita dalla Lega, che abbandona questa storica battaglia della destra e sulla quale Salvini ha speso tante parole. Fratelli d’Italia non si arrende e si batterà in ogni sede per introdurre la castrazione chimica ai predatori sessuali nel nostro ordinamento, cominciando proprio dal decreto sicurezza in discussione in questi giorni al Senato”.

 

 

Commenti

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  • 1 novembre 2018

    No a la Pena di Morte, no alla inezione per castrazione chimica, no a molti anni di carcere, ma che volete???

  • marco bianchi 1 novembre 2018

    A parte il fatto,come rilevato,che assumere un farmaco,non elimina il rischio,Meloni si è accorta che Salvini sta in un governo di coalizione ed è vincolato da un accordo di Governo. E che il cd non ha vinto le elezioni?Malgrado la mia stima per i 5stelle pari a zero,meno male.Se avesse vinto sarebbe stato nelle mani di Berlusconi. Il volto accettabile del quarto Reich tedesco.

  • 31 ottobre 2018

    Scusate ( INEZIONE )

  • 31 ottobre 2018

    Ma che credibilità dimostrate al mondo??? Passate sempre come pagliacci!! La castrazione chimica e quello che dice la parola CHIMICA e no e permanente!! Guardatevi attorno e vedrete più atti criminali contro le donne Italiane…pensate a le vostre figlie!! A questo punto io dichiaro al movimento feminists Italiano di combattere per avere la castrazione chimica e ogni mese il individuo deve essere presente alla clinica per la sua infezione se è in carcere il medico della carcere le farà la infezione…Movimento Feminista Italiano, ora è nelle vostre mani!!!!’mm

  • Francesco Ciccarelli 31 ottobre 2018

    Niente castrazione chimica: trent’anni di galera e isolamento per questi delinquenti!

  • Luciano Vignati 31 ottobre 2018

    Certo che Alfonso Bonafede è il classico fenomeno grillino, se una norma non è nel contratto di governo non si porta avanti neanche l’introdurre della castrazione chimica ai violentatori seriali e ai pedofili (al mio paese di un tipo simile si dice “o è tonto o ci fa”) Certo se fa il finto tonto gli occorrerebbe una bella scossa tipo la violenza a una sua collega o altro. Giudizio politico “ameba acefala”

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