Grillo blinda Casalino: «Ha detto quello che pensiamo, voleva difendere Tria…»

sabato 22 settembre 12:33 - di Milena De Sanctis

Beppe Grillo blinda il portavoce del presidente del Consiglio, Rocco Casalino, finito nuovamente al centro delle polemiche dopo la diffusione sulla stampa della registrazione WhatsApp in cui l’ex capo comunicazione del M5S al Senato, rivolgendosi ad alcuni giornalisti, annunciava con parole durissime una “megavendetta” contro i dirigenti del Mef accusati di fare ostruzionismo. «Quello che è stato ripetuto per l’ennesima volta ai giornalisti De Angelis e Salvatori da Rocco Casalino, e che oggi campeggia su tutti i giornali, era la linea del MoVimento 5 Stelle detta e ridetta in tutte le salse», si legge in un post di 5 Stelle pubblicato sul blog ufficiale del Movimento. «Siamo assolutamente convinti (ed è sotto gli occhi di tutti) che nei ministeri c’è chi ci rema pesantemente contro: uomini del Pd e di Berlusconi messi nei vari ingranaggi per contrastare il cambiamento, in particolare il reddito di cittadinanza che disintegrerà una volta per tutte il voto di scambio», rimarcano i grillini, che aggiungono: «La spalla di questi uomini del sistema sono i giornali del sistema. Difendono tutti gli stessi interessi: i loro. Il Movimento 5 Stelle difende quelli dei cittadini».

Rocco Casalino, il Pd: «Va cacciato»

Il Pd ne approfitta per chiedere le dimissioni di Casalino. Matteo Orfini, su Twitter, scrive : «Presidente Conte, dimostri di avere un briciolo di autonomia e allontani questa gente indegna». Seguono altri commenti al vetriolo. «Il portavoce di Conte, Rocco Casalino – dice Emanuele Fiano – deve dimettersi. Le istituzioni non sono roba loro. Noi non possiamo accettare che si calpestino le più elementari regole della Democrazia. Attenti si comincia così nei regimi. Se non esegui muto gli ordini del capo, sei finito.

Il M5S: «Nessun attacco a Tria»

Una pioggia di critiche che spinge i cinquestelle a correggere il tiro delle affermazioni. Alcuni parlamentari del M5S hanno, infatti, precisato che le parole utilizzate da Casalino «non erano un attacco nei confronti di Tria», anzi. Ma una “difesa” del titolare del dicastero di via XX settembre.

Le parole di Casalino, viene spiegato, sono arrivate in un momento in cui la tensione tra il Movimento 5 Stelle e il Mef aveva toccato il livello di guardia, con i grillini sul piede di guerra per chiedere maggiore elasticità nella legge di bilancio in modo da inserire in manovra la misura clou del loro programma elettorale, il reddito di cittadinanza, e il “guardiano dei conti” dall’altra parte della barricata, fautore di una linea molto più prudente.

La difesa di Casalino parte dal gruppo parlamentare pentastellato. Alcuni esponenti M5S di peso difendono a spada tratta il portavoce del presidente del Consiglio, spiegando che l’obiettivo del suo “sfogo” erano i dirigenti del ministero “che si oppongono al cambiamento”. Casalino, è il commento che trapela dai parlamentari interpellati, «stava semplicemente facendo dello spin per difendere il ministro Tria». Le sue frasi erano rivolte, semmai, a una parte dell’apparato burocratico interno al Mef. Il portavoce del premier Conte, viene spiegato ancora, «stava cercando di far capire ai giornalisti che il problema per il Movimento non era Tria come scrivevano alcuni giornali da giorni ma gli uomini messi al Mef anni prima dal Partito democratico e da Forza Italia. E che credono di poter impedire il cambiamento».

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