Molto rumore per nulla: annullata la sanzione al carabiniere per la bandiera

mercoledì 9 Maggio 17:00 - di

All’epoca fece molto rumore, ma ovviamente si è rivelata per quello chera: una tempesta in un bocchier d’aqua. È stata annullata dal comando del Quinto reggimento carabinieri Emilia Romagna la sanzione di tre giorni di consegna semplice per il carabiniere che aveva affisso nella propria camera della caserma Baldissera a Firenze, sede del Sesto battaglione Toscana, la bandiera della Kaiserliche Marine, risalente al periodo del Secondo Reich. Il caso era scoppiato perché il vessillo, che era stato fotografato da un giornalista fiorentino dall’esterno della caserma, talvolta è usato da militanti neonazisti. Il militare ha sempre sostenuto di non sapere che quella bandiera è usata anche da militanti neonazisti. Il comando del Quinto reggimento carabinieri Emilia Romagna, cui aveva fatto ricorso gerarchico la difesa del militare, ha rilevato che non è una bandiera nazista, annullando così la sanzione dei tre giorni di consegna inflitta dal comando del Sesto battaglione Toscana. Il comando del Quinto reggimento ha anche disposto che tutti gli atti siano inviati in procura per eventuali valutazioni nei confronti di chi fece la foto alla bandiera.

Commenti

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  • Giovanni 10 Maggio 2018

    Solo in Italia si vedono certe cose! I comunisti italiani sono la feccia! La loro falce è martello è uguale ai simboli nazisti da bandire. Il comunismo è responsabile di milioni di morti in tutto il mondo e si fregia con quel simbolo che stiano zitti che è meglio.

  • amerigo 10 Maggio 2018

    Una bella controdenuncia per caluniia etc. alle galline starnazzanti. . . .No?

  • Angelo 10 Maggio 2018

    Ma se basta una scemenza come questa perchè un giornalaio gridi allo scandalo, allora dovremmo cacciate dall’europa i tedeschi e tutto quello che viene dalla Germania perchè loro sono i diretti discendenti di quelli che erano i nazisti. È solo tutta una grande buffonata tenuta in piedi dai comunisti per continuare a esistere.

  • lucio 10 Maggio 2018

    il buon Fede avrebbe commentato: cheffigura di merd. Tutto bene, ma a spese della collettività

  • gianfranco 10 Maggio 2018

    Possedere una copia del MEIN KAMPF viene segnalato come fosse un reato, possedere una copia de IL CAPITALE è da intellettuali; possedere una BIBBIA è beatificante, possedere un CORANO è gravemente sospetto.

  • Benigno 10 Maggio 2018

    Giusta osservazione, ma questo capita per due cose, la prima: a capo di ministero deve esserci una persona competente nella stessa materia, secondo: non sono fascista, ma non è possibile rinvangare un’epoca, che è finita oltre 70 anni fa e per la quale è stato istituito il 25 aprile

  • giancarlo 10 Maggio 2018

    ora per0′ il giornalista che ha fotografato all’interno della caserma, zona militare, dovra’ pagare!!!

  • Gaetano Carbone 10 Maggio 2018

    Giustizia è fatta!!!

  • Francesco Desalvo 10 Maggio 2018

    Non avevo mai visto quella bandiera. Ma vedendo quella specie di forse aquila spaparanzata e pure con la corona del Kaiser mi è arrivato un forte dubbio sulla serietà mentale dei capi di quella marina. Serietà mentale pari a quella di chi ne ha fatto motivo di scandalo. Seppellirli con una risata.

  • Emilio Respighi 10 Maggio 2018

    Concordo con i commenti qui sopra scritti.

  • Sergiuslictor 10 Maggio 2018

    Il fotografo DEVE essere perseguito per aver fotografato l’interno di una istallazione militare. Il Codice Penale lo prevede e così imparerebbe a stare al suo posto e a non inventare s******.

  • amerigo 10 Maggio 2018

    Chiacchiere fra comari ma, se c’è il “fascista”, la cosa diventa un caso nazionale. . .Ma fateci il piacere!

  • Lorenzo 10 Maggio 2018

    Codesto episodio della bandiera della Marina Imperiale Germanica indica semplicemente il clima da 1984 (l’eccellente saggio sotto forma di romanzo di G. Orwell) ossia da caccia alle streghe al quale siamo giunti.
    Sono monarchico e tradizionalista e conosco benissimo la bella bandiera della Marina Imperiale Germanica, con i colori della Tradizione: Bianco, Rosso, Nero.
    VIVA GUGLIELMO II

  • Luigi Antonio Ciannilli 10 Maggio 2018

    E una tirata d’orecchie la meriterebbe anche la Pinotti, ministra della difesa (sic!), che provò a cavalcare la tigre della protesta contro l’insensibile Carabiniere, senza prima documentarsi e approfondire, quanto meno per evitare che la sua ignoranza si trasformasse in un ‘boomerang’.

  • Giuseppe 10 Maggio 2018

    …e adesso ci vorrebbe una bella causa contro la testadic**** con macchina fotografica

  • Angelo 10 Maggio 2018

    Il fotografo dovrebbe essere accusato, per aver fotografato una zona militare !

  • Aldo Barbaro 10 Maggio 2018

    Una lezione al giornalista che viola la privacy non sarebbe sbagliata e servirebbe da esempio.Sarebbe sufficiente che venisse condannato ad una settimana di pulizie nel corile della caserma!

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