Roma violenta, prima lo deridono per i vestiti, poi il bullo di turno lo pesta a sangue

venerdì 27 aprile 10:45 - di Martino Della Costa

Ce ne sarà di lavoro da fare sul giovane bullo romano – arrestato oggi e, come disposto dall’autorità giudiziaria, portato in una comunità – per recuperare quel minimo di coscienza che deve essere rimasta, molto ben nascosta, da qualche parte. E ce n’è stato di lavoro per i medici che, a furia di delicati interventi chirurgici, hanno ridotto le diverse fratture riportate dalla giovane vittima del violento bullo, ricoverata dopo l’aggressione con una prognosi superiore ai 50 giorni.

Roma violenta, bullo spalleggiato dal gruppo pesta un ragazzino

Difficile sondare gli abissi di una mente animata da pulsioni violente che, una volte  mimetizzatesi in aggressività e preso di mira una vittima sacrificale, arriva a dare sfogo agli istinti più bassi, ai pensieri più malsani. Fatto sta, che tutto ciò in una sera di ottobre che poteva essere come tante altre, un ragazzino è stato accerchiato, intimidito, deriso e poi brutalmente pestato: tutto, apparentemente, scatenato da come il giovane si era vestito. Oggi, per quella vile aggressione, spalleggiata dal branco, ma messa a segno da un violento la sera del 21 ottobre scorso in piazza delle Muse ai Parioli, i carabinieri del Nucleo operativo della compagnia Roma Parioli hanno arrestato un minore, dando esecuzione ad un’ordinanza emessa dal gip del tribunale per i minorenni di Roma. La vittima abita in zona, mentre l’autore della violenza gratuita e i suoi amici vengono da un altro quartiere. Come anticipato, il futile motivo per attaccare lite è stato l’abbigliamento del coetaneo, che prima è stato preso in giro e poi aggredito violentemente.

Una brutale aggressione costata alla vittima diversi interventi chirurgici

Così, dopo mesi di un’accurata attività investigativa che ha consentito di ricostruire quanto accaduto quella sera, i carabinieri della compagnia Roma Parioli sono riusciti ad individuare l’aggressore e acclarare cosa è successo. E allora, secondo quanto appurato: prima sarebbero scattate le offese per i vestiti indossati; subito dopo il bullo avrebbe colpito la vittima, anche lui minorenne, prima con un pugno sul volto il ragazzo e poco dopo, staccatosi dal gruppo di circa quindici persone – che lo spalleggiava intimando alla vittima di chiedere scusa – avrebbe infierito ancora sul volto con una testata e con due pugni, causandogli traumi vari con fratture al volto e procurandogli lesioni gravi al punto da renderne necessario il ricovero in ospedale e un intervento chirurgico per ridurre le diverse fratture riportate, con una prognosi superiore ai 50 giorni. Da quanto trapela sull’indagine, inoltre, i carabinieri sarebbero riusciti anche ad accertare che l’aggressore agì «sotto protezione» di alcuni amici che accerchiarono la vittima, di fatto sottoponendola già psicologicamente alla forza intimidatrice del gruppo. Un’entità vaga che – e la cronaca lo conferma una volta di più – acquisisce di giorno in giorno, di caso in caso, connotati sempre più drammaticamente precisi.

Commenti

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  • LuigiV 28 aprile 2018

    Basterebbe semplicemente mandarlo in galera, ma dove ci sono gli ergastolo e magari che diventi la fidanzata del raggio….. Basterebbero un paio di mesi, poi di sicuro quando esce gli passa la voglia di fare il bullo con i più deboli.

  • giorgio 28 aprile 2018

    la rovina e’ il permissivismo che ha permeato la nostra societa’ da tempo, sociologhi, scuola, oltre all’ assenza cronica, e questo e’ il vulnus piu’ importante, dei genitori che hanno sempre qualcosa d’altro da fare e che “fanno” gli amici dei figli e non fanno i genitori. E tutto perché altrimenti si creano traumi nei poveri figli, i traumi invece li possono arrecare loro agli altri, quelli si’ poveri.Una vera e propria delirante deriva etica e morale. A costoro un sano e virile “riformatorio”, a loro ed a tutti i sostenitori di codeste “teorie” becere.

  • grazia calore 28 aprile 2018

    Con l’Invasione programmata, dell’ISLAM in ITALIA, stiamo assistendo ad un crescendo di violenza IMPUNITA, questo, secondo me, dà l’opportunità ai TANTI VIOLENTI REPRESSI ( dalla paura d’essere colpiti) non solo di dare sfogo ai loro istinti, ma di GLORIARSENE formando il solito GRUPPO di deficienti incapaci che si eccitano con questi spettacoli in presa diretta, coperti dall’IMMUNITA’ data dai nostri legislatori BUONISTI INDEGNI DEL LORO IMPEGNO POLITICO E GIUDIZIARIO….
    CHE FARE?
    Per me Quando questi VIOLENTI di qualsiasi RAZZA/COLORE/RELIGIONE/PROVENIENZA cominciano a VEDERE ed a SOFFRIRE IN PRIMA PERSONA delle stesse sofferenze che LORO HANNO INFLITTO GRATUITAMENTE ad altri….la “cosa” si sgonfierà da sola.
    PEDOFILI E VIOLENTATORI : CASTRATI
    BULLI: STESSE VIOLENZE
    ASSASSINI: IMPICCATI
    Credo che sia l’unica strada ormai da percorrere…mi dispiace per tutte quelle COMUNITA’ CHE CESSERANNO DI ARRICCHIRSI SENZA DARCI UN SOLDO DI RITORNO….

  • sergio 28 aprile 2018

    …un bel campo di lavoro a spaccare pietre dall’alba al tramonto…per qualche anno……nel caso di recidiva….galera!!!

    • Giulio Centenio 28 aprile 2018

      tu mi garbi, hai delle palle !! è così che dovrebbe fare lo stato! … se le avesse!!!

  • Silvia 28 aprile 2018

    Per i reati gravi (come questo), punizioni gravi.

  • Fyore 28 aprile 2018

    In carcere deve andare e per un bel pezzo

  • lucio 28 aprile 2018

    A calci nei c****** tutti i giorni ste testa di quiz!!!!!

  • Claudio 28 aprile 2018

    Anzitutto mi preoccuperei più che del bullo di chi ha messo al mondo il bullo e lo ha “educato” fino ad oggi. In merito alle misure da adottare per il recupero e reinserimento sociale del ragazzo reputo che nè la comunità nè il carcere minorile possano essere utili allo scopo. Piuttosto penserei di affidare questi individui a scuole militari dove la disciplina sicuramente può aiutare.

  • Umberto Isolica 28 aprile 2018

    Ma i sani calci nel posteriore a scopo terapeutico di una volta non usano più? I genitori dove sono e cosa fanno? Deleterie manie del tipo “vietato vietare ” , cercare la “comprensione ” senza voler reprimere, lasciare che il ” ggiovani ” si esprimano liberamente senza che vengano almeno ogni tanto seguiti e controllati , non possono che generare tragedie come queste; ma la vera tragedia è la perdita del senso di autorità, il sano timore di sapere che se sbagli, da qualsiasi parte tu provenga, avrai con certezza il tuo conto da pagare: iniziando proprio dai più giovani.

  • 27 aprile 2018

    Il bullo….portato in comunità, dove può liberamente scorazzare, mangiare a sbafo e riposare plecidamente, ma siamo proprio al delirio puro!!!!
    Perchè, un carcere minorile avrebbe causato problemi alla sua mente già instabile, o forse i giudici ed i sociologi pensano che la comunità possa dare a questo essere un po di umanità?

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