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Quantative easing e crescita: la strada delle esportazioni e del consumo

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  1. dr. Pietro Benigni ha detto:

    La domanda interna dipende dalla propensione al consumo degli italiani, che è bassa e resta bassa a causa delle paure create dal jobs act, e i bassi consumi deprimono anche la domanda di beni strumentali da parte delle imprese; lo Stato deve rientrare dal debito e quindi genera un moltiplicatore negativo e per far crescere il PIL non ha altro modo che autorizzare incrementi delle tariffe. Per venirne fuori occorrono solo più garanzie per i lavoratori e per i pensionati. Il quantitative easing è stato indispensabile, se non ci fosse stato Draghi avremmo dovuto aumentare ancora di più le tasse per pagare i maggiori interessi sul debito e i consumi interni sarebbero scesi ancora di più, con conseguenze sociali disastrose. L’inflazione deve restare bassa; in caso contrario crolla anche la propensione al consumo dei pensionati.

  2. Massimiliano di Saint Just ha detto:

    Da quando stampa moneta ” falsa” i risparmiatori ha perso 50 miliardi l’anni di interessi; come deve aumentare la domanda, anzi molti non lavorano perchè i loro risparmi vengono defraudati. Perchè nessuno mette in Costituzione un tasso minimo di interessi in armonia con l’art. 47? Inoltre sta rovinando le assicurazioni vita e fondi pensioni che non riescono a remunerare le aspettative dei beneficiari.

1 Marzo 2018 alle 14:49