Adescava ragazzine su Fb e si faceva mandare le foto che le ritraevano nude

5 Ott 2016 18:18 - di Redazione

Il profilo Facebook era quello di un ragazzino di 16 anni in cerca di nuove amicizie. Dietro questa identità, risultata falsa, in realtà si celava un uomo di 53 anni che tentava, spesso riuscendoci, di adescare adolescenti per ottenere immagini a sfondo sessuale e incontri. L’uomo, residente a Vercelli, è stato arrestato dalla polizia per violenza sessuale ai danni di minori e adescamento. Per l’accusa, infatti, le sue violenze non erano soltanto virtuali. Le indagini sono partite nel 2011 dalla denuncia di un padre a cui la figlia, all’epoca soltanto 14enne, aveva confessato di aver ricevuto “particolari attenzioni” da quel conoscente. L’uomo era riuscito ad ottenere la fiducia dei genitori, i quali, in diverse occasioni, gli avevano affidato per la notte i due figli, la ragazzina che sarebbe stata molestata e il fratello. I soprusi, confermati dalla stessa vittima durante gli interrogatori degli inquirenti, avvenivano dopo che il fratellino si era addormentato. Non solo: il 53enne era anche riuscito a ottenere dalla vittima alcuni video che la ritraevano nuda, girati in bagno con un cellulare che lui stesso le aveva procurato. Lo scorso marzo, dopo che la giovane vittima lo aveva bloccato sui vari social network, l’arrestato ha creato un profilo fasullo su Facebook, sempre secondo l’accusa, con l’ intento di adescare adolescenti e ottenere favori sessuali. Il finto 16enne contattava suoi coetanei, tra cui anche la vittima di cui aveva abusato la prima volta, utilizzando anche Instagram, popolare social network basato sulla condivisione di fotografie. E aveva creato un gruppo ad hoc finalizzato all’acquisizione di immagini di nudi delle sue vittime, quasi sempre sedicenni. In un caso s’è fatto inviare da una ragazzina di neanche quattordici anni più di una foto che la ritraevano completamente nuda. Le indagini, durate circa sette mesi, hanno consentito di raccogliere elementi sufficienti per far scattare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Oltre all’arresto dell’uomo, portato nel carcere di Torino, la polizia ha anche sequestrato il suo telefonino, pc e hard disk con il materiale pornografico contenuto al suo interno. Al momento non gli vengono contestati rapporti sessuali completi né con la 14enne, né con altre vittime.

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