Troppi migranti? La Boldrini scarica le colpe (e non si guarda allo specchio)

11 Mar 2016 13:24 - di Ginevra Sorrentino

In tema di immigrazione la presidente della Camera Laura Boldrini alterna, ciclicamente, predicozzi agli Stati membri dell’Unione europea e bacchettate ai governatori di centrodestra che di volta in volta provano a obiettare sull’accoglienza coatta in nome di problemi contingenti. Stavolta è il turno del pistolotto alla Ue, a cui la presidente della Camera indirizza la sua ciclica tirata di orecchie: in tema di immigrazione – rilancia la Boldrini – «gli Stati membri della Ue non si fanno carico di responsabilità che sono proprie, e questo determina quella crisi che non ci sarebbe se ogni Stato facesse la propria parte come deciso nelle massime sedi Ue».

La Boldrini punta sull’indice contro la Ue

Così, dimenticando – o tralasciando volutamente il fatto – che ormai anche la grande maggioranza degli italiani è arrivata a un punto tale di esasperazione rispetto ai suoi proverbiali inviti all’obbligo dell’accoglienza e che a questa ingente fetta di popolazione nazionale poco importa stabilire chi sia il più inadeguato o il più inadempiente. Tacendo su un riscontro importante come quello che vuole che solo a una minima parte dei richiedenti asilo lo Stato riconosce lo status di rifugiati. Continuando a rimarcare un istituzionale no alla politica dei rimpatri, Laura Boldrini torna a spostare l’asse del problema sull’inefficienza europea: la Ue «oggi – ribidisce la terza carica dello Stato – sta facendo quello che non dovrebbe fare: c’è una tendenza a chiudere un occhio nei confronti di alcuni Paesi». Ma a proposito di chiudere un occhio, che dire dei fiumi di inchiostro digitale versati a suon di sondaggi, che da anni a questa parte denunciano un livello di malcontento tra la popolazione civile al limite del sostenibile? E come trascurare, ancora, i costi esorbitanti della ingente macchina dell’accoglienza? E perché non rimarcare il fatto che il Paese, come noto, da quando quest’invasione sistematica e senza sosta ha cominciato ad assumere i connotati odierni, è costretto a fare fronte a un’emergenza sicurezza senza precedenti?

Immigrazione sviluppo sostenibile

Insomma, sull’entità del dramma migratorio e sui suoi risvolti interni, la Boldrini continua a fare quello che da tempo sta facendo: temporeggiare e sermoneggiare. Per esempio, parlando di immigrazione partendo dagli obiettivi di sviluppo sostenibile, dicendosi «convinta» che essi «richiedano un’azione unitaria dell’Unione europea. Non può che essere l’Unione a definire un nuovo modello di sviluppo, incluso un nuovo modello di sviluppo industriale, stabilendo un approccio integrato che riguardi tutte le politiche settoriali. Non può che essere l’Unione a farlo non solo per evidenti ragioni di efficacia, ma anche perché ne va della nostra credibilità collettiva». «Nelle politiche di sviluppo, come in quelle, drammaticamente attuali, che riguardano i flussi migratori, l’Ue – dice all’incontro L’Italia e gli obiettivi ONU al 2030: nasce l’Alleanza per lo sviluppo sostenibile – non può esigere il rispetto di una serie di standard e di obiettivi da parte di Paesi non europei, se non è pronta in primo luogo a perseguirli». E mentre continuiamo a denunciare il problema e a puntare l’indice contro la Ue, le sue implicazioni in casa nostra aumentano e si aggravano, di giorno in giorno…

 

 

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