Ci sono più italiani a Londra che a Genova: è fuga verso la City

1 Ago 2015 6:48 - di Redazione

Non fosse per il panorama e il meteo poco italici camminando per Londra si fatica a ricordarsi di essere all’estero. In caffè, negozi e uffici «sei italiano?» è la domanda che spesso interrompe una conversazione in inglese per poi riprenderla nel più agevole linguaggio natio, Calamità britannica Negli ultimi anni è aumentata vertiginosamente la popolazione italiana d’Oltremanica, con la frenetica capitale diventata polo d’attrazione per migliaia di studenti e lavoratori. Secondo i dati del Comune nel 2014 erano 79.000 gli Italiani residenti sulle due sponde del Tamigi.

Prima della crisi, nel 2008, erano meno della metà (39.000)

Per il Consolato siamo parecchi di più: 90.389 gli italiani registrati all’Aire a giugno di quest’anno, anche se si stima che altrettanti abbiano deciso di risparmiare m pratiche burocratiche, rimanendo formalmente residenti in Italia. In ogni caso sia le autorità britanniche che quelle italiane segnalano un’impennata di arrivi negli ultimi mesi, tra cui tantissimi giovani tra i 19 e i 30 anni a caccia di lavoro o nuove esperienze. Non solo camerieri Sarà lanni e Roberto Pappalepore, 20 e 21 anni, il lavoro lo avevano anche a casa: lui imbianchino ad Altamura, lei cameriera a Cagliari.

Italiani in fuga dall’Italia, stufi della «mentalità chiusa» del Bel Paese

Con poca esperienza e poca dimestichezza con l’inglese, l’approdo naturale per entrambi è stato uno dei tanti ristoranti italiani, che sfamano la crescente popolazione della capitale, ora a quota 8,6 milioni. Lavorano come camerieri con un’altra dozzina di connazionali e negli ultimi mesi ne hanno visti fino a due al giorno varcare le porte del locale, curriculum alla mano, in cerca di un posto. Riccardo Mantellini, 27enne infermiere di Castrocaro, si è invece trasferito perché nella sua Romagna, dopo 9 mesi di disoccupazione postlaurea, pur sommando turni in tré cliniche diverse, non arrivava a guadagnare 1000 euro al mese. Poco più di un anno fa ha risposto a un annuncio online talmente allettante che all’inizio temeva fosse una truffa: posto fisso al Watford General Hospital, subito fuori Londra, a 1440 sterline più bonus, volo pagato e 1000 sterline in mano all’arrivo per l’alloggio. «Vai a capire, qui ti offrono mari e monti e dall’Italia sembrava inconcepibile!», dice. Come Marco, 29 anni e 110 e lode in Finanza alla Bocconi, partito 5 anni fa disposto a sacrificare fino a 20 ore al giorno alla scrivania di una grande banca della City per salario e carriera, e Michela Bertolini, architetto; arrivata nel 1996 per fare esperienza si è poi messa in proprio e ora riceve curriculum di giovani colleghi «che vogliono fuggire dall’Italia». Perché? È che se sei bravo e hai voglia «qui ce la puoi fare», dice.

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