Usa, il Mississippi proibisce l’aborto dopo la ventesima settimana di gravidanza

24 Apr 2014 19:30 - di

Il governatore del Mississippi, il repubblicano Phil Bryant, ha firmato una legge che vieta gli aborti dopo la 20esima settimana di gravidanza. Lo riportano i media statunitensi. La norma non prevede alcuna eccezione per le vittime di stupri o incesti, mentre le uniche deroghe sono per le donne che corrono il rischio di morte o lesioni permanenti a causa della gravidanza o per gravi anomalie del feto. Il Mississippi era l’ultimo Stato del sud degli Usa che permetteva di abortire dopo la 20esima settimana. I sostenitori della legge, che entrerà in vigore il primo luglio, affermano che servirà per proteggere la salute delle donne, mentre i critici la ritengono incostituzionale. L’associazione Planned Parenthood, per esempio, ha definito il provvedimento «estremo». Nazioni diverse, problemi diversi: reagendo a un calo demografico dovuto ad un mix di crisi economica e cambiamenti etico-sociali, il parlamento iraniano ha invece approvato un piano di urgenza che – se ratificato – punirà tutti i tipi di aborto non autorizzati e cancellerà i servizi gratuiti finalizzati limitare le nascite. Qualsiasi tipo di interruzione di gravidanza e misure per prevenire le nascite, in base alla nuova legge, dovranno essere approvati da un ente del Ministero della Salute e dal Dipartimento di Giustizia. Dopo la rivoluzione islamica del 1979, le autorità avevano dato seguito ai programmi di contenimento delle nascite impostati sotto lo scià ma negli ultimi anni – a causa di aumento dell’istruzione, calo del numero di matrimoni, maggiore occupazione femminile, problemi economici e altri fattori – le coppie stanno smettendo di avere tanti figli come in passato.

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