Tragedia di Genova, si sono svolti funerali di Stato o funerali dello Stato?

Riceviamo da Gianni Papello e volentieri pubblichiamo:

Caro direttore,

La spiegazione per la tragedia di Genova sta tutta nei primi 10 secondi del video: “oh mio Dio”.  Nel video si vede il fulmine colpire il ponte in corrispondenza dello strallo in cemento armato, strallo recentemente rafforzato con cavi in acciaio; l’impalcato cede, evidentemente perché lo strallo surriscaldato dal fulmine non riusciva più a reggerlo; gli stralli trascinano nel crollo il pilone, non più sorretto dall’impalcato. Così, in pochi secondi, un ponte orgoglio dell’ingegneria italiana, progettato negli anni ‘50 e da decenni sottoposto a carichi 3 o 4 volte superiori a quelli di progetto, è stato distrutto per improvvide manutenzione e gestione da parte del concessionario e per assenza di vigilanza da parte dello Stato sul concessionario stesso. Non valutare l’effetto di un fulmine sulla struttura di questo tipo, specie dopo aver aggiunto cavi in acciaio, è un’inadempienza criminale, ma qualcuno pagherà? Saprà lo Stato esercitare i suoi compiti e diritti in nome dei cittadini?

Uno Stato che nel 2007 (Ministro Antonio di Pietro) approva una concessione capestro a favore della Società Autostrade, concessione nella quale si eliminano tutte le forme di garanzia precedentemente introdotte dall’ANAS  nel 2002 (e fortemente volute, direi quasi imposte, dal sottoscritto Giovan Battista Papello in sede di CDA ANAS); uno Stato che accetta, anzi direi concede, condizioni vergognosamente favorevoli al gestore contro l’interesse dei cittadini, può ancora chiamarsi Stato?  Se il Ministro delle Infrastrutture si permette di sostenere che gli accertamenti debbano essere fatti dal concessionario, dimostrando di non conoscere le Sue Stesse competenze, dov’è lo Stato? Viene da chiedersi se a Genova non si siano celebrati, insieme a quelli delle vittime, i funerali dello Stato stesso…

Ascoltiamo in questi giorni voci preoccupate per eventuali penali a carico dello Stato, ma ben sostiene il Prof Guido ALPA, con la consueta lucidità, che in caso di manifesto inadempimento non abbia senso parlare di penali a favore del soggetto inadempiente. Ma se gli accertamenti sul crollo li dovesse svolgere proprio il soggetto presumibilmente inadempiente, quale garanzia avremmo di obiettività? Stante l’inerzia del Ministero si muova il Parlamento. Si nomini una commissione bicamerale d’inchiesta per accertare quanto accaduto a Genova, quali siano le modalità di attuazione della concessione Autostrade per l’Italia e la sua evoluzione dalla privatizzazione in poi. Se necessario si riaprano le Camere: 40 morti valgono bene una seduta straordinaria. Se nemmeno questo pezzo dello Stato saprà o vorrà esercitare le sue competenze allora davvero potremo dire che quelli di Genova sono stati non dei funerali di Stato ma i funerali dello Stato davanti ai poteri forti.