Spagna, Sanchez si fa bello con Aquarius: 600 i cronisti presenti allo sbarco

La nave Aquarius con a bordo 630 migranti sta arrivando (l’attracco nel porto di Valencia è previsto per le 11 di domani) e le autorità spagnole fanno le prove generali dell’accoglienza mobilitando 2300 persone tra volontari della Croce Rossa, forze dell’ordine, interpreti ed altro personale amministrativo per i primi adempimenti formali. Uno spiegamento di forze cui non è estraneo anche il perseguimento di un obiettivo propagandistico da parte del neo premier, il socialista Pedro Sanchez, insediatosi da circa tre settimane alla Moncloa al posto del popolare Mariano Rajoy. Sanchez, infatti, ha colto al volo l’occasione di dare accoglienza all’Aquarius per le stesse ragioni politiche che hanno indotto Matteo Salvini a vietarne l’approdo in Italia dopo che Malta aveva rifiutato di accoglierla nei propri porti: segnare una discontinuità rispetto al passato. Anche quello più lontano, quando al governo c’era Zapatero, socialista come Sanchez, che però i migranti li accoglieva a fucilate.

Domattina Aquarius approda a Valencia: 2300 persone mobilitate

Sanchez, invece, vuole giocarsi una partita a livello europeo come unico leader socialista al potere nelle nazioni di prima fascia. L’immediatezza con cui deciso di accogliere a Valencia l‘Aquarius e la pomposità conferita alla cosiddetta Operación Esperanza stanno lì a dimostrarlo. E i numeri, stando a quello che detto il vice direttore per le emergenze della Generalitat Valenciana, Jorge Suarez – sono imponenti: solo mille i volontari della Croce Rossa spagnola mobilitati, 400 i poliziotti nazionali, un centinaio quelli della Guardia Civil, 400 gli interpreti più una settantina di interpreti del tribunale e circa 150 funzionari del dipartimento autonomo della sanità. A questo si aggiungono circa 600 giornalisti che si sono accreditati per assistere all’arrivo della nave in porto.

Il premier socialista vuole ritagliarsi un ruolo in Europa

«Lo sbarco dalla nave Aquarius procederà a gruppi di 20 persone – ha spiegato ancora Suarez – e si effettuerà un controllo medico preliminare per verificare i casi in cui sarà necessario il ricovero. Ad ogni migrante verrà assegnato un numero di identificazione sanitaria e sarà garantita assistenza legale, con l’ausilio appunto di interpreti dall’inglese, il francese e l’arabo. L’auspicio – ha detto ancora – è quello di ridurre al massimo il tempo che i migranti dovranno trascorrere nel porto, per trasferirli più velocemente possibili nei centri di accoglienza».