“Invasione” di Bardonecchia, la Francia non si scusa ma vuole “chiarire”

Nessuna scusa ufficiale, niente mea culpa, dal governo Macron, tantomeno spiegazioni precise sull’invasione dei doganieri francesi in un centro per migranti nel territorio italiano, a Bardonecchia.

Solo auspici per il futuro, dopo la convocazione dell’ambasciatore francese per chiarimenti, da parte della Farnesina: “Al fine di evitare ogni incidente in futuro, le autorità francesi sono a disposizione delle autorità italiane per chiarire il quadro giuridico e operativo nel quale i doganieri francesi possono intervenire sul suolo italiano in virtù degli accordi del 1990 in condizioni rispettose del diritto e delle persone”, afferma un comunicato diffuso oggi da Gerald Darmanin, ministro francese per i conti pubblici, che offre una ricostruzione da parte francese dell’irruzione dei doganieri in un centro per migranti a Bardonecchia. Ecco la ricostruzione. “Venerdì sera 30 marzo 2018, intorno alle 19.00 – ricostruisce il comunicato francese – una squadra della brigata ferroviaria delle dogane francesi di Modane era di controllo sul treno ad alta velocità Parigi-Milano. Questi agenti, in uniforme e identificati come doganieri francesi, hanno sospettato che un viaggiatore, di nazionalità nigeriana e residente in Italia, trasportasse stupefacenti ‘in corpore'”. “Applicando l’articolo 60bis del codice delle dogane – si legge ancora – gli agenti hanno chiesto alla persona se consentiva a un test urinario per la rilevazione di stupefacenti, cosa che è stata accettata per iscritto alle 19.15. Al fine di realizzare questo controllo in condizioni di rispetto della persona, gli agenti hanno atteso l’arrivo del treno per poter utilizzare il locale attenente alla stazione di Bardonecchia, messo a disposizione della dogana francese in applicazione degli accordi sugli uffici a controlli nazionali giustapposti (BCNJ) del 1990″. “Essendo da qualche mese questi locali ugualmente messi a disposizione di un’associazione di aiuto ai migranti, gli agenti hanno sollecitato il permesso di accedere ai sanitari, cosa che gli è stata accordata. Il controllo si è alla fine rivelato negativo. Tuttavia, dei membri dell’associazione sono rimasti colpiti da questo controllo e hanno auspicato che la persona controllata rimanesse con loro dopo il controllo”, afferma il comunicato, che si conclude con la disponibilità a chiarire il quadro il quale i doganieri possono intervenire sul suolo italiano.

Ma niente scuse, sia chiaro alla Farnesina.