Afghanistan, ora arriva il generale Dunford per stabilire una exit strategy

mercoledì 21 marzo 14:49 - DI Redazione

Visita in Afghanistan per il generale americano Joe Dunford, capo degli Stati Maggiori Riuniti, che è arrivato nel Paese per colloqui con gli interlocutori afghani e gli ufficiali Usa e per un incontro con le truppe americane dispiegate nel quadro del recente surge. Dunford, che conosce bene la terra afghana per essere stato tra il 2013 e il 2014 a capo della missione Isaf, ha detto di voler “parlare ai consiglieri che lavorano ogni giorno sul campo con gli afghani per trarre alcune conclusioni”. L’obiettivo è fare una valutazione della campagna militare, la più lunga nella storia degli Stati Uniti intervenuti nel Paese nel 2001. La visita del generale, accompagnato da una delegazione di alti ufficiali, arriva ad appena una settimana da quella del segretario alla Difesa Jim Mattis, che martedì scorso era a Kabul per colloqui incentrati sul difficile processo di pace. La missione di combattimento della Nato in Afghanistan si è conclusa nel 2014 e l’obiettivo dell’attuale missione Resolute Support consiste nell’addestramento, nell’assistenza e nella consulenza a favore delle forze di sicurezza afghane. In Afghanistan sono dispiegati circa 11mila militari americani nel quadro della missione di addestramento e per le operazioni di contrasto all’insorgenza e al terrorismo. Negli ultimi mesi si sono intensificati i raid aerei in Afghanistan: da agosto sono state effettuate ogni mese centinaia di operazioni, ben 4.361 in totale nel 2017 rispetto alle 1.337 dell’anno precedente. Intanto continuano gli attacchi dei Talebani: allo scorso ottobre, secondo i dati riportati dal quotidiano, il governo di Kabul controllava o aveva influenza sul 56% dei 507 distretti del Paese (rispetto al 72% dell’autunno 2016). I terroristi ne controllavano il 14% e il restante 30% dei distretti era conteso. Intanto è salito a 29 morti e 52 feriti il bilancio dell’attentato kamikaze sferrato contro la comunità sciita riunita a Kabul per celebrare il Nawroz. Lo ha reso noto il ministero della Sanità afghano. Il ministero degli Interni ha confermato che l’attacco è stato provocato da un attentatore suicida che si è fatto saltare in aria vicino all’ospedale di Ali Abad e all’Università di Kabul verso mezzogiorno, quando si era riunito un gruppo di persone. Il direttore dell’ospedale di Istiqlal, Saber Naseeb, ha spiegato che almeno cinque dei feriti trasportati nel nosocomio versano in gravi condizioni.

Commenti

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  • annamaria7896@gmail.com 24 marzo 2018

    SE VOLETE SALVARVI DAVANTI A NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO ….RITIRATE I VOSTRI FIGLI…FRATELLI …MARITI DA QUESTA GUERRA CHE NON PORTA DA NESSUNA PARTE…SOLO ALLA MORTE DI TANTI RAGAZZI CHE NON HANNO VOLUTO LORO QUESTA STRAGE MA I VERTICI PER VENDICARE UN ATTACCO ALLE TORRI GEMELLE CHE E ACCADUTO UN SECOLO FA . BASTA SANGUE E BASTA STRAGI….UNA BOMBA ATOMICA SU KABUL PER DISTRUGGERE I DEMONI UNA VOLTA CHE AVETE RECUPERATO TUTTI I VOSTRI UOMINI AMERICANI E NON SOLO ….APRITE IL VOSTRO CUORE IN QUESTI GIORNI CHE PRECEDE LA SANTA PASQUA E FATE LA PACE CON GESÙ CHE RISORGERÀ TRA POCHI GIORNI ??????

    • gdetoffoli@yahoo.it 24 marzo 2018

      Sai che è la prima volta che vedo esprimere da una donna una soluzione dolente ma razionale e pratica; da un punto di vista non cattolico, ma solamente cristiano, approvo l’idea di non sacrificare nuovi figli ma di sterilizzare il mondo del male con una cara,vecchia testata termo-nucleare a Kabul
      ed una ad Ankara. Complimenti, mi aggrego e capita di rado,

  • fghajdk@csj.com 21 marzo 2018

    Storicamente l’afghanistan si è dimostrato un pantano nel quale era bene evitare di mettere piede. E invece nei secoli in tanti hanno fatto lo stesso errore. Se si voleva dare un segnale forte al mondo (e al nemico islamico) dopo l’11 settembre, sarebbe stato molto meglio sganciare una bella bomba atomica su kabul senza rischiare la vita dei soldati americani (e non solo) e senza buttare miliardi.