Laura Boldrini allunga la lista dei “nemici dei migranti”: tutti colpevoli

Non cambia mai, Laura Boldrini. Il chiodo fisso è lo Ius Soli. L’altro chiodo fisso è l’accoglienza (totale) dei migranti. Il terzo chiodo fisso è dare del razzista o dell’intollerante a chiunque osi contrastare le sue tesi. Peggio ancora, a chi osi parlare di invasione. Ma poi scivola inesorabilmente perché – tra  uno slogan e l’altro – viene fuori che qualcosa non va.

Laura Boldrini attacca Berlusconi
per le frasi sui migranti

La lista delle persone da mettere “sotto processo” per come affrontano la questione dei migranti si allunga. Non ci sono solo Matteo Salvini e Giorgia Meloni, suoi avversari a giorni alterni. La Boldrini adesso inserisce anche Matteo Renzi, a suo giudizio “colpevole” di essere subalterno alla destra. Il motivo? Lo Ius Soli. In un’intervista al Corriere della Sera dice che «la legge sulla cittadinanza era stata promessa a 800mila ragazzi e ragazze, italiani a tutti gli effetti. Invece, per timore di una ripercussione elettorale, il Pd ha rinunciato alla legge e ora è in coalizione con chi l’ha affossata». “Sotto processo” finisce naturalmente Silvio Berlusconi. “colpevole” di aver promesso il rimpatrio di 600mila profughi residenti in Italia.  E qui casca la Boldrini: «Mi sembrano battute da campagna elettorale. Come fa Berlusconi a mettere in atto questo progetto? A identificare 600mila migranti senza documenti?». Già, lo confessa, un esercito di profughi (o presunti tali) sono “senza documenti”. Un bel successo per la sinistra di governo.

Lo scivolone della “presidenta”
(come ama essere chiamata)

Quindi la presidenta ammette che l’Italia (o meglio, la sua Italia, quella che accoglie tutto e tutti senza il minimo controllo) abbia fatto entrare migliaia di persone senza nemmeno conoscere il loro nome. Poi la Boldrini aggiunge, sempre attaccando Berlusconi: «Dove li manderà in assenza di accordi con i Paesi di origine? Quanti aerei e navi ci vogliono per il rimpatrio?». Parole, queste, destinate a farla sommergere di critiche sul web, Ma lei pensa che invece le portino consensi e voti. Tanto da azzardare un pronostico per il suo partito: «Ci aspettiamo un boom a due cifre, altro che flop».