Fascismo, l’Anpi denuncia Meloni. Lei risponde con una pernacchia (video)

sabato 13 gennaio 14:44 - di Redazione
meloni fascismo anpi

Vietato dire che Italo Balbo è stato un eccezionale aviatore e un patriota italiano. Almeno così vorrebbe l’Anpi, che ha denunciato Giorgia Meloni per apologia di fascismo, proprio per aver inserito l’artefice delle traversate transoceaniche nel pantheon dei grandi italiani presentato alla festa di Atreju. La leader di Fratelli d’Italia ha risposto «con una sonora pernacchia», ma che ha anche voluto cogliere la vicenda come occasione per «affrontare il tema molto serio della libertà di pensiero sotto i governi di sinistra».

Un problema di «libertà sotto i governi di sinistra»

«Davanti alla mannaia giuridica agitata maldestramente per intimorirmi, reagisco con una sonora pernacchia. È però l’occasione per affrontare il tema molto serio della libertà di pensiero sotto i governi di sinistra», ha scritto Meloni sulla sua pagina Facebook, rivolgendosi poi a Emanuele Fiano, Laura Boldrini e Matteo Renzi, per sapere cosa ne pensino e se ritengano «che io debba essere perseguita dalla giustizia italiana come vorrebbe l’Anpi». «Perché a questo punto o mi sbattete in galera e bruciate tutti i libri che a vario titolo parlano di personaggi che hanno avuto a che fare con il fascismo, come Marinetti, Gentile o lo stesso Balbo, oppure – ha sottolineato Meloni – si capirà chiaramente che le idiozie che avete raccontato in questi anni sul reato di apologia di fascismo erano solo un bieco stratagemma per chiudere la bocca agli avversari politici in campagna elettorale».

Cosa ne pensano Fiano, Boldrini & co?

Meloni, che poi è tornata sull’argomento anche a margine dell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia, che si è tenuta a Bologna, ha chiarito che «porterò la questione fino alla presidenza della Repubblica. Ora basta giocare con la democrazia», ha avvertito la leader di FdI, ricordando che in alcuni Comuni l’Anpi si sta facendo promotrice di mozioni in cui si dice che anche per avere accesso alle case popolari bisogna fare dichiarazione di antifascismo. Ma chi stabilisce, ha chiesto Meloni, chi sia fascista o antifascista? «Il ministro della Giustizia Orlando ha detto che io sono fascista. Quindi tecnicamente, secondo questi qui, io sono una che deve finire in galera», ha ricordato Meloni, sottolineando che «abbiamo un problema». Infine, la leader di Fratelli d’Italia ha rivelato una sua curiosità: «Mi piacerebbe tanto tanto sapere – ha spiegato – quanti tra questi presunti partigiani di Carrara che mi hanno denunciato abbiano effettivamente vissuto il periodo della seconda guerra mondiale».

Commenti

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  • Aurora 15 gennaio 2018

    Dico che il cavallo di battaglia della sinistra ERA
    proclamare la democrazia. oggi in quale tipo di democrazia si trova? sempre la sinistra. dico. quella che era ieri, quella di sempre. quella falsa. ma ieri
    doveva fare bella figura e aprirsi un varco per la visibilita’ ….oggi ? che cosa? …..datemi una risposta giusta e credibile e logica….
    ma nn c e’.

  • itala piccininno 15 gennaio 2018

    anche fossi stata di diverso avviso, mi è chiaro che voterò per la Meloni, non se ne può più di questi nemici della verità, dei dati di fatto, della verità

  • maurizio turoli 15 gennaio 2018

    In Italia vige dal 1948 un regimedi dittatura parlamentare.
    Nel ’46 hanno votato i mortie non ipriginieri di guerra, quindi l repubblica è nata dagli accordi di Yalta non da altro.
    Inoltre la Repubblica nasce con un vizio di forma: è stat proclamata per decreto reale……
    Da qui derivano tutte le storture dai governi golpisti alla limitazione della libertà di pensiero, garantita a parole dalla Costituzione che recita anche “Il potere appartiene al popolo” (art. 1 comma 2) ma Scalfaro e Napolitano docent

  • Federico Covella 15 gennaio 2018

    Patetici questi bambocci dell`AMPI stan li perche’ glielo han chiesto i propri nonni comunisti prima di morire, ma costoro si son dimenticati di chiarire ai nipoti cosa significava esserlo stati in Italia e confinante Jugoslavia in quel periodo bellico. Ritengo che se lo sapessero vomiterebbero e lascerebbero perdere l`associazione in silenzio, vergognandosene. Non piu’ garofani rossi sulla tomba del nonno!
    Forse un v***a.

  • Sabino Gallo 14 gennaio 2018

    Conclusione logica : bisogna cancellare dalla Storia un periodo di vita italiana? Dimenticare tutti gli italiani che fecero delle cose notevoli , in quel periodo ?
    Che strane idee !!

  • odopapa 14 gennaio 2018

    Qualcuno a questi “signori” ha detto: “ma andate a lavorare..”. Non lo hanno fatto perché non sanno di cosa si tratta. Altri hanno detto loro:” siete proprio degli imbecilli…. ” ma non lo hanno capito, per cui o lo sono davvero o sono pagati…..

  • Stefano 14 gennaio 2018

    Grande Giorgia! Una donna con le palle! Qualità che manca a sinistra

  • Andrea 14 gennaio 2018

    Merita di essere votata come difensore della libertà di opinione

  • paolo mario Pieraccini 14 gennaio 2018

    Italo Balbo è stato un eroe, un Italiano che credeva nei valori della Patria, come pochi ce ne sono stati.Lasciamo che gli squallidi burattini dell’ANPI si sfoghino.Il loro tempo sta per finire.

  • Edgardo Fratti 14 gennaio 2018

    Poveracci, sono alla fine, non sanno più da che parte sbattere la testa! Il 4 marzo sarà una bella X sul simbolo FRATELLI d’ITALIA! Grande Giorgia sei tutti noi.

    • Sergio 14 gennaio 2018

      L’ANPi esiste per un solo motivo, per il fondo che grazie a quezta sigla il governo gli elargisce.E non si capisce perche il fascismo e i fascisti che non esistono piu dal secolo scorso o meglio solo nella mente malata di chi, quando non ha argomenti usa questo appellativo come arma difensiva. C’e pero’un’altra categoria molto piu’pericolosa ancora esistente chiamata comunisti . Che sono certamente peggiori e piu’ pericolosi…

  • Emilio Respighi 14 gennaio 2018

    E’ penoso constatare che uomini delle “cosiddette” (a questo punto) istituzioni non capiscano che la storia di un popolo debba essere conosciuta e mantenuta, sia nel bene che nel male. Diceva già Montanelli che il popolo italiano “non ama la propria storia”, ma non aveva previsto che “l’ignoranza” che oggi domina,vorrebbe addirittura cancellarla. In Irlanda, un giorno trovandomi davanti ad una statua di Cromwell (che come è risaputo, volle la condanna del re inglese Carlo I; fu autore dei massacri di Drogheda e di Welford e di altre violenze di tutti i generi) chiesi alla signorina che ci faceva da guida: “Come mai una statua…?” . Mi guardò tra il meravigliato e l’incredulità di dover dare quella risposta, che fu: “Ma fa parte della nostra storia!”. E il tono della frase mi servì di lezione.

  • ENRICO 14 gennaio 2018

    Bravissima Giorgia!

  • bruno 14 gennaio 2018

    Alla Signora Meloni , tutto il mio apprezzamento, e solidarieta’.A riguardo di Italo Balbo nn sono affatto d’accordo ad erigerlo ad Eroe, ma piuttosto a TRADITORE. Sono il figlo di un reduce della battaglia di EL Alamein, mio padre aggregato alla Folgore con al comando il GRANDE ROMME dai suoi racconti emergono vicende che non sono riportate chissa’ perche’,dai notiziari di guerranfatti tutte le volte che il sorvolatore Balbo passava dalle linee italiane a quelle inglesi,accadeva non una ma in piu’ occasioni , gli stessi a distanza di poche ore colpivano inesorabilmente i nostri capisaldi.
    Fatto sta che a detta di mio padre un capitano italiano lo mitraglio’ e da quel Di’ gli Inglesi non attaccavano piu’ con precisione millimetrica le ns prime linnee.
    Questo il racconto da un soldato italiano al fronte libico, poi la storia la si racconta come si vuole, ma per sentito dire, e non per avervi partecipato.

  • rita 14 gennaio 2018

    a più di 70 anni dalla fine della guerra non credo ci siano ancora partigiani “legittimi” in vita. quelli che si proclamano tali è per opportunismo perché ovviamente vengono pagati per rompere le scatole per cavolate… al massimo a quel tempo stavano ballonzolando nello scroto del bisnonno… haha

  • Carlos d'Amore 14 gennaio 2018

    «affrontare il tema molto serio della libertà di pensiero sotto i governi di sinistra».
    Ma se anche la verità è proibita, figuriamoci la libertà!

  • Alessandro Carapelli 14 gennaio 2018

    Questi rievocano sempre il fascismo specialmente l’ANPI che spesso ricordano cosa è avvenuto ma non ricordano quello che hanno fatto i partigiani e che molte stragi sono avvenute a causa loro e che hanno trucidato gli stessi compagni di battaglie perchè erano partigiani non di sinistra e poi sono scappati in Cecoslovacchia per essere protetti dai loro compagni comunisti. Tante stragi sono state perpetrate proprio a causa loro vedi le fosse ardeatine, l’eccidio del Palazzaccio nel comune di Castelnuovo Berardenga provincia di Siena e moltissime altre che non stò a cimentare dovute alla vigliaccheria degli stessi,con tanto di documentazioni dell’epoca.Che si vegognino loro stessi!

  • Vier 14 gennaio 2018

    Ma di partigiani non ce ne sono più; però, alcuni personaggi prepuziali, in chiave di dimenticanza del ventennio, potrebbero rinunciare a mutua, ferie, tredicesima e pensione: se no è apologia anche quella. Un grandissimo “va’ a cagare” ai loschi figuri.

  • Francesco Pezzuto 14 gennaio 2018

    E’ chiaro . Un’attivista politica come Giorgia Meloni ,che ha conquistato la presidenza di un partito che non ha rinnegato le radici profonde della storia degli Italiani utilizzando solo e soltanto le sue energie e la sua passione ,come può testimoniare anche il sottoscritto che ha avuto il piacere di conoscerla fin da giovanissima e di collaborare con Lei sulle tematiche dei giovani , é un’avversaria politica temibile . Cara Giorgia , a proposito dell’ANPI , non ti curar di loro ma guarda e passa. Coloro che oggi vi aderiscono sono spesso eredi di quella parte di partigiani descritti nella loro vigliaccheria e malvagità non da Pisanò ma da Gianpaolo Pansa.
    Se il contenuto di questo commento dispiacerà alla Boldrini ( la cui carriera non è stata difficile come la tua , ma sostenuta da lauti stipendi) mi denunci pure come é abituata a fare . Ci difenderemo insieme .
    Francesco Pezzuto

  • Giuseppe Forconi 14 gennaio 2018

    Ma questa a.n.p.i che cosa vuole? Quale e’ la loro paura di un fascismo che non esiste piu’. Di cosa vanno blaterando su cose, che data la loro eta’ attuale, non conoscono e che forse vanno avanti con il classico ” sentito dire ” ma personalmente non hanno la minima esperienza vissuta del ventennio.

  • giorgio 14 gennaio 2018

    di partigiani che abbiano fatto la guerra e che siano in vita oggi penso non ce ne sia piu’ nessuno. Il fatto e’ che l’ANPI e’ controllata dai comunisti i quali dimenticano,volendo dimenticare, che le formazioni partigiane durante la guerra non erano solo quelle comuniste ma vi erano altrettante formazioni partigiane di differente ispirazione politica, le cosi’ dette formazioni BIANCHE, che hanno combattuto e rischiato tanto quanto e non si sono macchiate di crimini orrendi e che finita la guerra hanno deposto le armi.

  • Aldo Barbaro 14 gennaio 2018

    La storia non si cancella! Bisogna dare a Cesare ciò che è di Cesare! Balbo ha onorato l’Italia con la sua transvolata!
    Aldo Barbaro

  • Ben Frank 14 gennaio 2018

    L’associazione nazionale poveri idioti dovrebbe venir denunciata per apologia d’imbecillità…

  • 14 gennaio 2018

    negare le imprese di Italo Balbo è come negare che la terra è rotonda! ma ciò non mi sorprende, ammettere certe verità storiche fa bene alla nazione, il comportamento di quattro capre ignoranti che negano le verità scomode per loro mi fa solo pena e aumenta il mio senso di disgusto per questi personaggi che vivono ancora di rendita, una rendita storica fondata sulle balle!!

  • GIOVANNI TAGLIAFERRI 14 gennaio 2018

    Anpo, Fiano,Boldrini,Renzi: prrrrrrrrrrr!

    • Sergio1 27 febbraio 2018

      Mi unisco,pernacchi e s****** a vita.

  • Federico Caldarini 14 gennaio 2018

    Brava Giorgia!

  • 14 gennaio 2018

    Per i sinistroidi,oltre ad essere dei dittatori,tutto è permesso per demolire gli avversari politici.
    Perché non parlano mai dei crimini commessi da loro in ogni parte del mondo?

  • Paolo 14 gennaio 2018

    Carissima Giorgia, l’esercito degli s***** non avrà mai fine;
    questi,compresa lampi, vengono defecati continuamente,come accade per i cretini,la cui mamma,è risaputo,è sempre incinta.

  • Maria Gabriella Miccoli 14 gennaio 2018

    Siamo sotto dittatura comunista!
    Vergogna!! La libertà di pensiero e di parola non esiste più in Italia. Anpi è eguale ad associazione bolscevica che fa del popolo italiano una marionetta
    Sono fascista e me ne vanto! Hanno tanta paura ancora di Mussolini! Dopo averlo trucidato più di 70 anni fa
    In galera tutti i cosiddetti “partigiani” Nobis
    Forza Meloni sei GRANDE

  • Clerico Enzo 14 gennaio 2018

    Hanno capito che gli italiani non si fanno più infinocchiare dalla propaganda della sinistra… Rimpiangono i bei tempi in cui il Pci era il primo simbolo della scheda elettorale, i sindacati organizzavano assemblee retribuite in tutte le aziende per invitare al voto del partito dei lavoratori, e poi presidenti di seggio e scrutatori possibilmente di sinistra, le scrutatrici meglio se erano giovani e curate con unghie lunghe sotto le quali infilare la punta di una mina x crociare le schede bianche … e tanto altro ancora… speriamo sia arrivato il tempo di chiudere questo infelice periodo di storia italiana

  • Fernando 14 gennaio 2018

    Non sanno piu’cpiu’ché pesci pigliare. Italo Baldo e stato un grande aviatore

  • RAFFAELE 14 gennaio 2018

    GIORGIA VAI AVANTI , NOI SIAMO LA VERA VERITA , CIAO . . .

  • Fabrizio 14 gennaio 2018

    Mi sembra che questa organizzazione o associazione a oltre 70 anni dal termine di un periodo di storia non abbia più ragione di esistere. Una associazione deve avere i soci partigiani ma personalmente ho ragione di credere che in ogni sede siano ben pochi i partigiani viventi.

  • PAOLO Damicodatri 13 gennaio 2018

    mi domando se ci sono ancora patrioti , non dovrebbero essere spariti , ha senso avere ancora un carrozzone come anpi , fatto bene la Meloni a spernacchiare

  • 13 gennaio 2018

    il problema è proprio questo l’inquinamento della nostra storia dal,’43 in poi scritta dai comunisti e spacciata per vera nelle scuole di ogni ordine . E’ urgente un intervento deciso per far conoscere ai giovani le porcherie commesse dai comunisti e spacciate per azioni gloriose . Bisogna far conoscere scritti di Pansa ,Buscaroli ed altri che raccontano la storia vista dalla nostra parte alla quale mai è stata resa giustizia

  • liberato bonghi 13 gennaio 2018

    Questi cattocomunisti, vorrebbero i “fascisti” in galera, ma tengono fuori LADRI.

  • avv. alessandro ballicu 13 gennaio 2018

    accusare la meloni di fascismo sarebbe come dire che renzi è stalinista, ormai c’è un clima di caccia alle streghe,non c’è limite al peggio, povera italia

  • ROCCO MASTROCOLA 13 gennaio 2018

    Emanuele Fiano, Laura Boldrini, Matteo Renzi dovrebbero denunciare e condannare i tanti incapaci rappresentanti dell’Italia democratica per NON essere riusciti a varare un NUOVO CODICE CIVILE, dopo 72 anni dall’entrata in vigore del VIGENTE Codice Civile Italiano, approvato con Regio Decreto firmato da Vittorio Emanuele III, Mussolni e Grandi. Senza abusive cancellatura, il VIGENTE Codice Civile Italiano, inizia proprio così:

    Regio Decreto 16 marzo 1942, n.262
    (G.U. 4 aprile 1942 n. 79 Ediz.Straord.)

    VITTORIO EMANUELE III
    PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTA’ DELLA NAZIONE
    RE D’ITALIA E DI ALBANIA
    IMPERATORE D’ETIOPIA

    Visti i Regi decreti 12 dicembre 1938, n.1852, 26 ottobre 1939, n.1586, 30 gennaio 1941, n.16, 30 gennaio 1941, n.17, e 30 gennaio 1941, n.18, che danno facoltà al Governo di provvedere alla riunione ed al coordinamento dei libri del Codice Civile delle persone, delle successioni per causa di morte e delle donazioni, della proprietà, delle obbligazioni, del lavoro e della tutela dei diritti, approvati con gli stessi Regi decreti;
    [Vista la legge 30 gennaio 1941, n.14 sul valore giuridico della Carta del Lavoro]*
    Abbiamo decretato e decretiamo:
    1 E’ approvato il testo del Codice Civile, il quale preceduto [dalle disposizioni sul valore giuridico della Carta del Lavoro, dal testo della Carta del Lavoro, approvato dal Gran Consiglio del Fascismo il 21 aprile 1927, e]* dalle disposizioni sulla legge in generale, avrà esecuzione a cominciare dal 21 aprile 1942, sostituendo da questa data i libri del Codice stesso, approvati con i Regi decreti 12 dicembre 1938, n.1852, 26 ottobre 1939, n.1586, 30 gennaio 1941, n.16, 30 gennaio 1941, n.17, e 30 gennaio 1941, n.18.
    2 Un esemplare del testo del Codice Civile, firmato da Noi e contrassegnato dal Nostro Ministro Segretario di Stato per la grazia e giustizia, servirà di originale e sarà depositato e custodito nell’Archivio del Regno.
    Dato a Roma, addì 16 marzo 1942

    VITTORIO EMANUELE

    MUSSOLINI-GRANDI

    Menzione soppressa dall’art.1 R.D.L. 20 gennaio 1944 n.25 e dall’art.2 d.lgs.lgt 14 settembre 1944, n.287 – questa Menzione faceva riferimento alle decisione del Gran Consiglio