Ilva, Ugl denuncia: “Governo assente, promesse disattese”

«Oltre ai nuovi esuberi dichiarati quello che è contrario ai diritti dei lavoratori sono le condizioni con cui AmInvestCo propone di integrare “i fortunati” con nuove assunzioni attraverso l’azzeramento di tutti gli accordi vigenti a scapito della continuità lavorativa e la conseguente perdita dei loro diritti acquisiti nel tempo. Stiamo parlando di professionisti che da sempre lavorano nel siderurgico di Taranto e che rischiano di trovarsi definitivamente a casa». Lo dichiara Paolo Capone, segretario generale Ugl, in merito allo sciopero indetto dai lavoratori dell’Ilva per lunedì 9 ottobre.

Capone: “Serve chiarezza sul piano industriale dell’Ilva”

«Purtroppo – aggiunge – è il governo assente, che non ha rispettato tutte le promesse millantate in questi mesi di trattative, per cui ci troviamo ancora una volta di fronte ad un ridimensionamento, che va a minare le capacità produttive del nostro Paese». Capone ricorda che «Taranto ha perso tantissimo in questi anni: è stata danneggiata dal punto di vista ambientale, sanitario, economico e turistico, non è rimasto molto ad una città che, al contrario, merita di essere riqualificata a partire proprio dai suoi lavoratori. Chiediamo, pertanto, che venga fatta chiarezza sul progetto industriale riguardo le modalità di assunzione, relative tutele dei lavoratori e quanti di loro rischiano, concretamente, di non tornare più a lavoro. L’UGL lotterà insieme ai dipendenti Ilva in questa ennesima battaglia per salvare l’occupazione. Basta subire è ora di reagire».