Fondi del Bambino Gesù per l’attico di Bertone: condannato l’ex presidente Profiti

Un anno per abuso d’ufficio a Giuseppe Profiti, ex presidente della Fondazione Bambino Gesù, con la sospensione condizionale della pena per cinque anni, e assoluzione “per non aver commesso il fatto” nei confronti dell’ex tesoriere Massimo Spina. Lo ha deciso il Tribunale vaticano presieduto da Paolo Papanti Pelletier dopo una camera di consiglio di un paio di ore. È dunque caduta la più pesante accusa di peculato nei confronti Profiti. Il capo di imputazione è stato riqualificato in abuso d’ufficio.

Profiti condannato a un anno per abuso d’ufficio

Per Giuseppe Profiti, l’ex presidente della Fondazione Bambino Gesù, il Promotore di giustizia Zanotti ha chiesto la condanna a tre anni di reclusione per peculato; per l’ex tesoriere Massimo Spina il pm ha chiesto l’assoluzione per “insufficienza di prove”. Entrambi gli imputati erano presenti in aula. Prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, Profiti ha fatto alcune «precisazioni» con le quali ha tenuto a chiarire che «l’iniziativa della ristrutturazione della casa di Bertone è stata una mia idea nell’ambito dell’attività di investimento. Io sono andato a proporlo al cardinale Bertone, non viceversa». Inoltre ha ribadito che «il vantaggio conseguente all’operazione di ristrutturazione, per come desumibile dalle scritture contabili, è stato in capo al Governatorato». 

Assolto l’ex tesoriere del Bambino Gesù Massimo Spina

La difesa di Spina rappresentata da Alfredo Ottaviani ha osservato: «In questo processo non ci sono colpevoli. Ciò che è successo è chiarissimo: c’è stato un ordine della massima autorità che ha detto a Bertone di andare ad occupare l’appartamento. Il Papa non è che si può preoccupare di tutti i reparti ma, una volta che si è visto che l’appartamento era un tugurio, si sono dovuti rifare una serie di lavori. L’attico di Bertone poi non è un attico e non è di Bertone: si tratta di un appartamentino di 150 metri quadrati che è il minimo indispensabile per la funzione svolta». Ottaviani, ha citato un documento del porporato nel quale lui stesso diceva di essere stato «pressantemente» invitato a contribuire alle spese. «Ma chi può fare pressioni su un cardinale segretario di stato emerito se escludiamo Trump e Putin? Sono i fatti che lo hanno pressato», ha osservato Ottaviani. Il legale successivamente ha aggiunto: «Quando il Papa dice una cosa è legge e credo che il Tribunale lo dovrebbe prendere in considerazione».