L’Anpi scova un calendario del Duce al supermercato e minaccia la direzione

Diventa un vero e proprio caso, quello del calendario del Duce esposto in un supermercato di Imperia, e messo all’indice dall’Anpi – pronto a cavalcare l’ondata censoria montata con la legge Fiano – dopo che una turista ne ha “denunciato” la presenza su uno scaffale. Del resto, si sa, la controversa legge Fiano – e il tutto il discusso e controverso corollario di provvedimenti e norme che prevede – per ora qualche risultato l’ha già ampiamente ottenuto: mettere alla berlina il suo primo firmatario, sbeffeggiato sul web come pochi altri in queste settimane, e alimentare un cultura del sospetto che, tra spirito censorio e cialtroneria d’accatto, sta motivando una serie di episodi e situazioni a dir poco ridicole, che hanno l’unico scopo rinverdire un inconscio desiderio di rinnegare, prima, e screditare, poi. E tutto in nome di una sorta di antifascismo 2.0 con cui estirpare e diserbare il terreno coltivato dalla storia e innaffiato da memoria, nostalgie, ricordi e persino rigurgiti che la legge dem proposta da Fiano vuole trasformare in reati (e corpo di un reato).

Il caso “cavalcato” dall’Anpi del calendario del Duce

Ne è testimonianza l’ultimo accadimento sui generis registrato in questi giorni in un supermercato dell’Imperiese, esattamente di Vallecrosia, dove un calendario con l’immagine di Benito Mussolini esposto tra i corridoi ha scatenato un pandemonio e fatto gridare all’ultimo affronto al sacro totem del politically correct. Il calendario in questione, che giaceva placido e inerte su uno scaffale, neanche tanto in bella mostra, è stato casualmente intercettato da una solerte turista che, con incredibile sintonia con il mood cultural-persecutorio in vigore in questi giorni di dibattito politico-parlamentare incentrato sulla legge Fiano, ha pensato bene di denunciare la presenza del gadget incriminato all’Anpi. L’associazione, ovviamente, non si è lasciata sfuggire la ghiotta occasione di puntare l’indice e lanciare strali e, come riporta il sito dell’Ansa, attraverso la “responsabile di Sanremo, Amelia Narciso, ha scritto alla direzione centrale della catena, la Crai, che rifornisce il punto vendita, appartenente a Roberto Lo Castro, chiedendone l’immediata rimozione”.

La denuncia di una solerte turista e l’Anpi

“Questa estate un turista ha avuto la sgradita sorpresa di trovare alla cassa, in bella mostra, un calendario con le foto di Mussolini”, riporta sempre il sito dell’agenzia giornalistica resocontando l’accaduto, e spiegando che “l’Anpi si è subito attivata, affinché questo squallido reperto venisse rimosso”. E via con informative  indirizzate alla sede centrale della catena di distribuzione e con informazioni rigorosamente fornite alla Prefettura. E nonostante il gran clamore dato a una vicenda che sembra montata ad arte per scatenare una tempesta in un bicchier d’acqua, “a tutt’oggi, nulla è cambiato”, ha fatto “mestamente” sapere la responsabile dell’Anpi. Forse perché, come opportunamente sottolineato appena ieri dai microfoni de La Zanzara dal 35enne Jonathan Targetti – un giovane iscritto al Pd,mai stato un elettore di destra – appartenente a una famiglia di Prato che fa commercio di divise e cimeli d’epoca fascista, “questa legge è fatta per distrarre da altre questioni, non serve a niente, e non c’è alcun pericolo fascista”. Capito solerte turista?