Espulso un marocchino, voleva avvelenare la rete idrica di Roma

Un marocchino di 37 anni è stato espulso dal territorio nazionale. Laaraj Noureddine, detenuto per reati inerenti gli stupefacenti, voleva compiere atti violenti in Vaticano e avvelenare la rete idrica di Roma. Aveva conosciuto in carcere Hmidi Saber e con lui si era reso responsabile di vari episodi sanzionati dall’ordinamento penitenziario. Di particolare interesse è un episodio avvenuto nel giugno scorso, quando i due organizzarono una spedizione punitiva notturna, con sgabelli e manici di scope, nei confronti di un detenuto, reo di mal sopportare il rumore del gruppo di preghiera.

Espulso un marocchino, inneggiò all’Isis

Non solo. Nei vari istituti di pena dove è stato recluso e dai quali è stato più volte trasferito proprio per intemperanze contro gli altri detenuti di diversa fede religiosa, sono state raccolte anche delle testimonianze secondo le quali Laaraj avrebbe inneggiato apertamente agli attentati dell’Isis fino a definire ”giusta” la strage di Tunisi dell’estate 2015. Definito il quadro probatorio, la Digos ha chiesto e ottenuto dal ministro dell’Interno un idoneo provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale. Come si legge nel provvedimento di espulsione del ministero dell’Interno, il marocchino «inoltre, in carcere aveva fatto parte di un sodalizio attivo nel proselitismo estremista guidato da un altro jihadista tunisino legato all’ideologia dell’autoproclamato stato islamico».