Il papà di Di Battista: “Sono fascista e Di Maio è un piccolo testa di c…”

Ma lei, come si sente dire spesso, è vero che ha avuto un passato fascista? «Si, ma non solo un passato. Non apriamo una discussione su quale è il mio fascismo oggi…». Quindi lei è fascista? «Assolutamente si». Il padre di Alesssandro Di Battista parla a Radio24 in modo diretto come suo solito, dicendo la sua sul presunto incontro tra Grillo e Casaleggio e sul futuro del Movimento, di cui si professa elettore, pur non rinnegando, anzi rivendicando le sue idee che vengono da lontano. E’ un Vittorio Di Battista scatenato con i conduttori di Si Puo’ Fare, Alessio Maurizi e Carlo Gabardini. Del passato fascista di Di Battista padre si è sempre saputo. La novità e l’imbarazzo riguardano invece Di Maio e la tempistica: il momento che sta vivendo il M5S di grane ne ha in abbondanza.

“Di Maio, un piccolo testa di…”

Mentre Beppe Grillo ha svariati ordini di problemi- recuperare compattezza dopo la debacle delle amministrative e soprattutto fronteggiare le brutte acque in cui nuota la Raggi bocciata da due sondaggi disastrosi resi noti appena poche ore fa da Repubblica e Messaggero- ora si aggiungono veleni di altro tipo del tutto inaspettati. Dall’intervista di Di Battista padre a uscirne malconcio è stato proprio quel Luigi Di Maio, candidato premier “designato” dei grillini. Caustico Vittorio Di Battista: «Se per caso Di Maio avesse mentito sull’incontro con Salvini non si tratterebbe solo di non candidarsi a premier ma di un piccolo testa di ca**o ». A quel punto basterebbe per non candidarsi premier, gli chiedono i conduttori: «A me si», è la risposta secca.