Sondaggi, 7 romani su 10 stroncano la Raggi, M5S giù in picchiata a Roma

Due sondaggi inchiodano pesantemente Virginia Raggi, la sua giunta e il M5S, bocciati da sette romani su dieci. I sondaggi che evidenziano questo allontanemnto dei rromani sono stati realizzati per Repubblica e per il Messaggero. Il primo rilevamento è stato realizzato dalla società IZI con metodo CATI-CAWI e su un campione complessivo di 1036 intervistati: la domanda sull’operato della Raggi prende in esame il periodo che va dal settembre 2016 al giugno 2017. Sette romani su dieci ne stroncano l’operato. La Raggi dovrebbe leggere attentamente i sondaggi e porsi qualche domanda. Cala anche il consenso sul totale degli elettori, che al momento attuale equivale a un quinto del campione esaminato. Da valutare con attenzione anche i dati riguardanti l’elettorato del M5S: il 47% degli elettori di Beppe Grillo (53% nel settembre 2016, equivalente a un calo del 6%) giudica positivamente l’operato della sindaca, mentre a stroncarla è il 41,2% degli elettori (27% nel settembre 2016). Un crollo inequivocabile del 14%. Scrive Repubblica: “Una disfatta che, come detto, si riverbera sui partiti. Se si tornasse alle urne oggi, il M5S crollerebbe al 16,7%; il Pd si piazzerebbe in testa con il 18,2; la Lega (con l’8,1% aumenta sensibilmente a un anno di distanza) supererebbe Fi (al 7,5); Fratelli d’Italia si attesterebbe al 6%; l’intero arcipelago di sinistra (Mdp, Campo Progressista e Si) unito varrebbe il 6%.  Secondo il sondaggio solo il 55% dei romani che un anno fa hanno sbarrato il simbolo M5S oggi lo rifarebbe; il 7,2% andrebbe invece sulla Lega; il 4,9 a FdI; solo l’1,2 a Fi; mentre il 7,2 si orienterebbe (o forse tornerebbe) sul Pd”. 

Il sondaggio del Messaggero

E c’è un altro sondaggio SWG per il Messaggero che dovrebbe far preoccupare i vertici del Movimento 5 Stelle. I ricercatori hanno intervistato un campione di 1500 persone fra il 12 e il 14 giugno scorso. Ecco i risultati:  l’immagine del M5S per l’opinione pubblica sarebbe peggiorata per il 51% del campione, il cui 17% è costituito da elettori del Movimento 5 Stelle stesso. E i consensi a calare sono quelli degli indecisi, ovvero coloro che hanno il potere di cambiare le sorti di una tornata elettorale alle urne, nel momento in cui si vota alle elezioni politiche. Il direttore scientifico di SWG Enzo Risso spiega sul Messaggero che non si tratta però di un crollo verticale, né di una crisi. Poiché il loro bacino “è consolidato come si può vedere anche dalle ultime rivelazioni sul consenso dei partiti di questa settimana dove il M5S è al 27% con addirittura una crescita dello 0,1% sulla settimana scorsa. Quello che emerge da questa indagine è la fase di impasse che stanno attraversando e che sta facendo perdere quella spinta propulsiva in grado di attrarre altri bacini».