Riina fuori dal carcere? Un coro trasversale di no accoglie la notizia

Numerosi i commenti sull’eventualità che il boss Totò Riina sia rimesso in libertà. “Riina sta male? Ci sono carceri attrezzate per l’assistenza medica necessaria”. Così su Twitter il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, commentando la sentenza della Cassazione che apre alla possibilità di differimento della pena per il boss mafioso Totò Riina. Per Carlo Vizzini, presidente del Partito Socialista Italiano “gli uomini hanno diritto a morire con dignità ma credo che sarebbe un errore grave la scarcerazione dello storico grande capo della mafia Totò Riina. La scarcerazione sarebbe l’ultimo scacco allo Stato da parte di una mafia che vive anche di questi segnali e dunque un pericolo”. “Il mantenimento al regime carcerario – ha aggiunto – lo dobbiamo anche a quelle famiglie che ancora oggi piangono per gli infami delitti consumati da Riina”. Interviene anche la Lega Nord: “Secondo la Corte di Cassazione il signor Totò Riina, mafioso assassino condannato a decine di ergastoli, avrebbe diritto a morire dignitosamente e quindi a uscire di galera. Non ho parole. Anche le decine di morti ammazzati che pesano sulla sua coscienza, comprese donne e bambini, avrebbero avuto diritto di vivere dignitosamente”. Lo scrive su Facebook, il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. “Fine pena mai, per Riina e per quelli come lui!!! La Lega è pronta a dare battaglia, in ogni sede”, conclude il leader della Lega. Persino il Pd reagisce alla notizia: “Sul caso Riina bisogna evitare di dare messaggi sbagliati. E’ chiaro a tutti che il diritto alle cure mediche non può essere negato a nessuno, Riina compreso, ma da qui a tirar fuori un profilo quasi pietoso del boss ce ne passa. Il sistema carcerario italiano è in grado di garantire le cure necessarie ai detenuti. Riina è un carnefice spietato e ancora pericoloso. Per cui è necessario non dare segni di debolezza che potremmo pagare amaramente”. Così il senatore del Pd e componente della Commissione parlamentare antimafia Giuseppe Lumia commenta la decisione della Corte di Cassazione di accogliere il ricorso presentato dai difensori del boss per il differimento dell’esecuzione della pena. “Non scordiamoci – aggiunge Lumia – quanto fino a poco tempo fa egli sosteneva nei dialoghi intercettati in carcere dalla Procura antimafia. Dialoghi agghiaccianti nei quali il capo dei capi parlava di piani mafiosi e omicidi da compiere”. “Mi preoccupa sentire ancora oggi parlare ripetutamente dell’opportunità di abolire l’ergastolo cosiddetto ostativo anche per i mafiosi. Mi preoccupa sentire parlare della possibilità di allargare l’applicabilità di benefici penitenziari di varia natura, anche ai detenuti per reati di mafia”. Un timore espresso dal pm antimafia Nino Di Matteo, titolare del processo sulla trattativa tra Stato e mafia, appena quattro giorni fa, durante un convegno organizzato dal M5S alla Camera dei deputati. Parole che oggi tornano di attualità, proprio dopo la decisione della Corte di Cassazione che apre alla possibilità di un differimento della pena o della concessione degli arresti domiciliari per il boss mafioso Totò Riina, in relazione alle sue condizioni di salute. Una vicenda che sembrerebbe confermare proprio i timori espressi alla Camera del magistrato.