Vaccini obbligatori a scuola, il decreto scatena le polemiche. «Lo impugneremo»

«Finalmente 12 vaccinazioni in Italia sono obbligatorie per accedere agli asili. Questa è una grandissima vittoria per tutti, in primo luogo per i bambini, e soprattutto per quelli che non sarebbero stati vaccinati da genitori incoscienti e avrebbero corso gravi rischi; poi per tutti quelli che non si sono potuti vaccinare, che non si sono ancora vaccinati e per tutti noi». Esulta su Facebook Roberto Burioni, virologo paladino pro-vae, dopo l’approvazione del decreto che amplia lo spettro dei vaccini obbligatori e fissa pesanti sanzioni per chi non provvede a farli fare ai propri figli almeno fino a sei anni. Pochi? Meglio dieci, come chiedeva la Lorenzin? «Poteva andare meglio – aggiunge – ma immagino che in politica sia necessario accontentarsi».

Decreto vaccini, le critiche del Codacons

Chi invece non è affatto soddisfatto di quanto approvato stamane dal governo è il Codacons, che minaccia addirittura di adire le vie legali: «Il decreto sui vaccini approvato oggi dal Consiglio dei ministri è palesemente incostituzionale e pertanto verrà impugnato dall’associazione al fine di ottenerne l’annullamento presso la Consulta», sostiene  l’associazione consumatori in una nota, secondo ciò “la decisione del Governo, oltre a rappresentare un regalo alla lobby dei farmaci grazie all’estensione dei vaccini obbligatori, presenta diversi profili problematici – afferma il presidente Carlo Rienzi – La trasformazione delle vaccinazioni facoltative in obbligatorie costringerà a sottoporre i bambini a una dose massiccia di vaccini, senza alcuna possibilità di una diagnostica prevaccinale, con conseguente incremento delle reazioni avverse». Ma secondo il numero uno dell’associazione, “ai rischi connessi ai trattamenti sanitari coattivi si aggiunge anche un pesante conflitto col diritto all’istruzione, oltre alla crescita abnorme dei costi per il Ssn derivante dalle decisioni del Governo. Resta poi l’impossibilità di ricorrere ai vaccini in forma singola e l’indisponibilità sul mercato dell’antidifterico se non abbinato ad altri vaccini. Per tali motivi ricorreremo contro il decreto del Cdm per portarlo alla Corte Costituzionale e, se necessario, anche alle Corti di giustizia europee».

«Il decreto in questo modo non basta…»

«Le sanzioni non bastano. Vaccinarsi è un atto di responsabilità nei confronti della salute pubblica e l’obbligo dovrebbe essere esteso almeno fino al termine della scuola primaria, se non addirittura per tutta l’età pediatrica, cioè fino ai 18 anni!, è imbeve l’opinione di Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) che raccoglie al suo interno circa 2.000 pediatri italiani, dopo il via libera in Cdm al decreto vaccini. La buona notizia secondo i pediatri Sipps è che il decreto  varato dal Consiglio dei ministri rende obbligatori 12 vaccini, tra i quali alcuni che finora erano semplicemente raccomandati. «Tra questi vaccini ce ne sono di importanti come quelli contro il morbillo, la pertosse e la meningite – aggiunge Di Mauro – ma meglio sarebbe stato poter estendere l’obbligatorietà a tutto il calendario vaccinale, che non a caso è stato definito ‘Il calendario per la vita’. Con le nuove regole stabilite oggi, e se vogliamo raggiungere l’obiettivo del 95-98% di adesioni alle vaccinazioni – conclude Di Mauro – il ruolo del pediatra diventa ancora più determinante nel comunicare alle famiglie l’importanza di vaccinare i propri figli e nel praticare le vaccinazioni ai propri pazienti».