È morto il generale Luigi Ramponi, una delle figure della svolta di Fiuggi

È morto a Roma il generale Luigi Ramponi. Aveva 87 anni (era nato a Reggio Emilia il 30 maggio del 1930) e da qualche tempo era ricoverato all’ospedale militare del Celio. Comandante generale della Guardia di Finanza dal 1989 al 1991 e direttore del Sismi dal 1991 al 1992, prima di guidare le Fiamme gialle Ramponi è stato comandante della Brigata Garibaldi dell’esercito e della ragione militare Sardegna. È stato anche membro della Commissione Trilaterale. Al termine della carriera militare è stato parlamentare, sia senatore che deputato, nelle file di Alleanza Nazionale.

Ramponi in Parlamento dal ’94 al 2013

Con Domenico Fisichella, Publio Fiori, Pietro Armani e Gustavo Selva, quello di Ramponi fu uno dei volti e dei nomi più prestigiosi del progetto del partito nato a Fiuggi. Eletto per la prima volta nel 1994, agli albori della Seconda Repubblica, il generale è stato confermato per cinque legislature, dividendo il suo impegno tra il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati, dove, nel corso della legislatura 2001-2006 rivestì il ruolo di presidente della commissione Difesa. La lunga frequentazione del Parlamento, tuttavia, non riuscì mai a scalfire la tempra del soldato. Ramponi rimase sempre fedele allo spirito militare e, come tale, allergico e refrattario ai compromessi tipici dell’agire politico.

In An si considerava “militante della nazione”

Accanto al Ramponi soldato e al Ramponi parlamentare esiste anche il Ramponi scrittore. In un suo libro, significativamente intitolato Val la pena di vivere, pubblicato dall’Aracne editrice, il generale ripercorse gli avvenimenti più importanti della sua vita: l’adolescenza in Emilia, i nove anni trascorsi in Africa, il ritorno da profugo nell’Italia distrutta dalla guerra, l’entrata dell’Accademia Militare e da lì tutte le tappe di una sfolgorante carriera costantemente improntata a rigore morale, umanità e abilità nel comando. Quanto alla sua vita in An, egli pensò ed agì sempre come “militante della nazione” e mai come esponente di parte. Con Ramponi scompare un grande italiano, una personalità adamantina che ha servito e onorato la patria in ogni momento della sua vita, militare e politica. Riposi in pace.