Di Maio vuol fare il Macron: «Ho una compagna che ha 10 anni più di me»

«La mia fidanzata ha 10 anni più di me? Sì, ma lei dimostra molti meno anni di quelli che ha…». All’indomani del voto francese, dai microfoni di Rtl, Luigi di Maio esibisce un tratto comune con il nuovo inquilino dell’Eliseo, proprio come Macron anche lui, “nel suo piccolo”, ha scelto una donna più matura, anche se la première dame è imbattibile avendo ben 24 anni più del nuovo presidente francese. Ma le somiglianze finiscono qui, difficilmente l’enfant prodigio grillino potrà ambire al Quirinale. 

Di Maio non si sbilancia: Macron? Vedremo

«Noi stiamo dalla parte dei francesi, prima di tutto: hanno scelto il loro presidente della Repubblica e da parte nostra a lui vanno tutti i nostri auguri di buon lavoro». Di Maio sceglie il profilo diplomatico, non si sbilancia. Non è facile per un grillino doc commentare il voto francese: strizzare palesemente l’occhio al nuovo presidente, espressione del mondo della finanza, coccolato dai banchieri e dalla cancelliera tedesca, sarebbe troppo imbarazzante. Impossibile, del resto, schierarsi con una “pericolosa populista”, una “fascista”  come Marine Le Pen. Così Di Maio preferisce aspettare gli eventi e lasciarsi aperte tutte le porte: «Quando abbiamo un capo di Stato dobbiamo ragionare con la cultura delle relazioni internazionali, siamo uno Stato che deve avere relazioni e un interlocutore che è il capo di Stato di un’altra nazione, e nel caso della Francia che è un Paese del Direttorio europeo, spero si possa fare squadra per cambiare un’Europa che se non cambia muore». E ancora: «Noi non vogliamo uscire dall’Unione Europea, la vogliamo cambiare, che significa prima di tutto un’Europa che inizi ad occuparsi della disoccupazione dei cittadini europei e della povertà in Europa». Immancabile lo stanco refrain sui partiti tradizionali: «È chiaro che si continua a ragionare per destra e sinistra, si perde. Il partito di Le Pen è considerato, ed è, una destra, e i partiti di sinistra francesi sono fuori dal ballottaggi». Di Maio si guarda bene dall’annunciare crociate contro il nuovo inquilino dell’Eliseo. «Quanto alla questione dei poteri forti e le cose che si dicono su Macron è sempre la prova dei fatti che dimostra le cose, vediamolo all’opera e vediamo se veramente manterrà fede a quelli che sono i suoi impegni». Poi non rinuncia a un pizzico di polemica interna. «A me fanno ridere i personaggi politici italiani dei vecchi partiti che salgono sul carro dei vincitori di Macron, ricordo che il Pd francese e la Forza Italia francese hanno perso al primo turno».