Blue Whale, è contagio virale: 4 casi a Milano. Occhio a tagli e segni nei ragazzi

Una ragazza salvata in extremis a Ravenna, 4 casi sospetti a Milano, e adesso anche un possibile “contagio” nel Perugino: la folle “moda” autolesionistica del Blue Whale dilaga a macchia d’olio, alimentando falsi allarmi e, purtroppo, la morbosa curiosità di chi ci prova sul serio ad affrontare le sfide mortali che il “gioco” – che è già costato la vita a 157 adolescenti – propone sul web.

Blue Whale, è contagio virale: 4 casi sospetti a Milano

Così, in un miscuglio indistinguibile di paura reale e paranoia indotta, è successo di nuovo: segnalazioni, panico, verifiche, silenzi complici, bugie colpevoli, tutto rientra nella psicosi Blue Whale che attanaglia genitori e figli adolescenti nella morsa di una seduzione che può rivelarsi fatale. «Solo nell’ultima settimana abbiamo avuto una decina di segnalazioni, tra Milano e le province lombarde che seguiamo, e altre ne arrivano. Circa la metà paiono falsi allarmi. Gli altri casi invece sono delicati, da approfondire: il sospetto concreto che siano legati alla Blue Whale c’è», avverte dalle colonne del Corriere della sera Ciro Cascone, procuratore capo al Tribunale per i minorenni a Milano. Anche perché, come spiegato da analisti del fenomeno e addetti ai lavori della polizia postale, sempre più spesso sono anche chat e siti fasulli – come spiegato sempre da Cascone nell’intervista sul quotidiano nazionale – «creati ad hoc da persone con problemi, che si travestono da carnefici e riproducono quel gioco di cui hanno letto sul web», decisi a lanciare la sfida ai ragazzi. Giovani che vanno monitoriati e  seguiti da vicino. Molto da vicino.

Una denuncia partita dagli alunni di una classe nel Perugino

Dunque, dopo i casi milanesi sembra che il gioco dell’orrore che in Russia ha già portato al suicidio di 157 adolescenti abbia colpito anche nel Perugino. Il caso – come quasi sempre accade peraltro – è stato scoperto nelle scorse settimane in ambito scolastico. Sono stati infatti i compagni di classe a segnalare all’insegnante che un loro coetaneo stava iniziando il “gioco” che invita ad auto-infliggersi dei tagli sulle braccia. L’adolescente si era infatti confidato con loro, dopo essersi spaventato anche per il dolore. Immediata la segnalazione della scuola alla famiglia, ai servizi sociali e ai carabinieri della compagnia di Gubbio che stanno indagando sul caso. Secondo quanto emerso, il giovane si sarebbe incuriosito dopo aver visto un servizio in tv che parlava del terribile fenomeno e, tramite i social, avrebbe contattato i “curatori”, cioè coloro che danno le direttive su come eseguire le 50 macabre istruzioni che terminano con quella «mortale» del salto da un edificio alto. In totale sarebbero circa una ventina le segnalazioni alla polizia postale, da parte di genitori preoccupati per atteggiamenti sospetti dei figli, che, non necessariamente si sono procurati tagli alle braccia ma che hanno comunque destato paura. E ora, come il protocollo prevede, la polizia postale sta verificando tutti i casi segnalati, che sono sempre più numerosi e allarmanti.

Blue Whale, 120 segnalazioni in tutta Italia

Sono 120 su tutto il territorio nazionale le indagini in corso alla polizia postale e delle comunicazioni per accertare la veridicità e individuare profili di responsabilità nei casi di autolesionismo da ‘Blue whale’ praticati nelle ultime settimane da giovani in varie parti d’Italia, da Milano a Ravenna, da Fiumicino a Caltanissetta, da Ancona a Pescara. Le indagini della Postale ipotizzano il reato di «istigazione al suicidio», inizialmente a carico di ignoti in attesa di risalire ai responsabili dei casi concreti. Nel corso delle indagini, in alcuni casi gli investigatori hanno verificato che dietro alle segnalazioni c’erano soltanto falsi allarmi, un giovane è stato denunciato per procurato allarme dopo aver finto di essere giunto all’ultima prova del percorso, quella che contempla l’“ordine” di togliersi la vita. Il “gioco del suicidio”, su cui aleggia ancora una certa dose di mistero per la difficoltà di risalire a mandanti e organizzatori, coinvolge i ragazzi in un perverso e pericolosissimo itinerario autodistruttivo costituito da 50 prove di ‘coraggio’, dai tagli alle mutilazioni, dalle dimostrazioni di coraggio alle iniziative più?rischiose, come sporgersi da palazzi, finestre o cornicioni. Un fenomeno diffuso dapprima all’estero e giunto in Italia negli ultimi tempi, che avrebbe già causato la morte di circa 150 ragazzi in vari Paesi europei. Anche per questo la polizia postale è in contatto con gli organi investigativi europei, Interpol ed Europol su tutti, per un approccio coordinato al fenomeno.