Blue Whale, un esorcista lancia l’allarme: nel “gioco” c’è il segno del demonio

Dietro il Blue Whale, “il gioco” mortale che, al termine di 50 pericolosissime sfide, finisce con esortare il protagonista-vittima della manche digitale al suicidio”, un fenomeno che sta inquietantemente prendendo piede tra i giovani europei, «ci sono le sette». Di più: tra le sue righe «si intravede un segno demoniaco», perchè il Maligno «gioisce per tutto ciò che è negazione della vita, dell’uomo e della sua dignità». Una minaccia che si sta letteralmente concretizzando sotto i nostri occhi, specie dopo l’allarme mediatico e la denuncia – cui è seguito il fermo dell’ideatore del gioco mortale – e, a maggior ragione, dopo quanto accaduto ieri a Ravenna dove una ragazzina è stata salvata in tempo e strappata dalle grinfie della balena blu.

Blue Whale, esorcista lancia l’allarme: c’è il segno del demonio

E a dirlo non è un sociologo o uno studioso delle degenerazioni legate al web, ma un esorcista, don Gianni Sini, che nell’analizzare il fenomeno arriva a sottilineare «la pericolosità dei gruppi che organizzano e dirigono queste attività e inducono tanti giovani a mettere in atto atti di autolesionismo fino ad arrivare al suicidio». parla a ragion veduta e forte di un esperienza diretta sul campo, Don Sini, parroco di Nostra Signora de La Salette ad Olbia, che ha avuto modo di sperimentare personalmente gli effetti di Blue Whale sui giovani. «Alcuni di loro sono venuti da me, preoccupati dopo aver visto dei tagli sul braccio di un loro coetaneo», testimonia il sacerdote, autore del libro Il grande incantatore smascherato dall’esorcista (SugarCo). «È una forma di plagio, di condizionamento psicologico: lo chiamano Blue Whale perché, così come la balena perde l’orientamento e va a spiaggiarsi, allo stesso modo – conclude l’esorcista – i ragazzi sono portati fuori strada, fino a perdere i punti di riferimento della loro vita». E, viene da aggiungere, purtroppo, fino a perdere la loro stessa vita…