Berlusconi e l’agnellino. Emiliano: è un genio, mi ha messo in crisi

Continua a far discutere il “salvataggio” degli agnellini da parte di Silvio Berlusconi. E ancora di più fa discutere il modo in cui l’ex premier ha fatto conoscere la sua svolta veg, con il biberon teneramente messo in bocca all’agnellino, come si vede nel video ormai famoso.

Famoso al punto che anche gli avversari politici fanno i complimenti a Berlusconi. Dice infatti Michele Emiliano, governatore della Puglia ospite a “Un giorno da pecora”: “Se a Pasqua mangerò l’agnello? Negare di aver mangiato l’agnello, qui in Puglia, sarebbe una bugia. Capisco che Berlusconi è un genio, e quando ho visto quella foto mi sono tolto il cappello. Credo che a questo punto ci sarà un crollo nelle vendite dell’agnello, io stesso sono andato in crisi. Berlusconi è riuscito a scuotermi”.

L’agnellino della foto, racconta Michela Vittoria Brambilla, “si chiama Fiocco di Neve, nome che gli ha dato Francesca”. Ha pochissimi giorni e può alimentarsi solo col biberon. “Non sono stata io – ha aggiunto – a convincere il presidente a salvare questi agnelli, lui ama gli animali e come tutti quelli che la pensano così non può che provare affetto ed empatia per questi cinque agnellini che ha voluto salvare, perché altrimenti sarebbero finiti su di una tavola pasquale”. Che fine faranno questi agnellini? “Lui ha un grande parco, resteranno lì. Berlusconi ha già tanti animali, anche cavalli e dei daini, che ha salvato”. Cosa mangerà il presidente a Pasqua? “Non lo so – ha detto la parlamentare – ma vi posso dire che quando vado ospite a casa sua non vedo mai carne”.

Michaela Biancofiore è intervenuta sulla vicenda per replicare ad Assocarni, che aveva criticato la mossa di Berlusconi. “Molto c’è ancora da fare in Italia per garantire libertà fondamentali e costituzionali quali quella di pensiero e parola . Trovo infatti le assurde polemiche insorte a seguito del video del presidente Berlusconi che salva alcuni agnellini dalla macellazione con alcun intento eventuale di danneggiare le filiere e non limitando affatto la libertà altrui di mangiare carne”.