Sciopero agenzie di stampa: questa Unione mette a rischio pure loro

I giornalisti delle agenzie di stampa oggi scioperano. Tutti insieme per la prima volta. E noi siamo solidali con loro. Totalmente. Scioperano proprio nel giorno della celebrazione dei Trattati di Roma. Scioperano contro il governo italiano, ma in realtà scioperano proprio contro questa Unione europea. Una Unione che in forza dei trattati sottoscritti anche dall’Italia obbliga a bandi di gara in cui tutti i soggetti operanti al suo interno possono partecipare. Ciò per i giornalisti delle agenzie di stampa nazionali significa un rischio grandissimo. Posti di lavoro che possono dissolversi. Professionalità che possono evaporare all’improvviso. Il tutto fagocitato da chi è più grande e più forte. Come, nel caso specifico, alcune agenzie di stampa di altri stati europei. Agenzie foraggiate abbondantemente dai propri governi e perciò pronte a fagocitare le nostre che godono di assai minori contributi. Il governo italiano ha spiegato che purtroppo il bando europeo così concepito è “ineluttabile“. Se si accettano e si firmano i trattati che liberano il lavoro all’interno dell’eurozona, senza alcun filtro, non è possibile infatti attivare poi alcuna politica protezionistica nazionale. Ovvio. Oggi perciò i colleghi italiani delle agenzie di stampa scioperano per impedire di essere esclusi o fagocitati da agenzie di stampa francesi o tedesche o altre ancora che, con maggiore possibilità economica, perteciperanno anche alla gara italiana. È una protesta giusta, sacrosanta, legittima. Noi siamo con loro. Ma sarebbe altrettanto giusto, sacrosanto, legittimo che i colleghi italiani delle agenzie di stampa adesso denunciassero con forza una Unione europea fatta coi piedi. Fatta talmente male da ingenerare il sospetto che sia stata pensata e costruita per favorire i più forti a scapito dei più deboli. È l’Unione europea che oggi si celebra a Roma. E che a noi non piace per nulla.