Legittima difesa: manca la legge, Cattaneo rischia. Appello della Meloni

“La difesa è sempre legittima e se entri in casa mia di notte io posso difendermi come ritengo”. E’ questa, in sintesi, la filosofia alla base della proposta di legge che Fratelli d’Italia ha presentato alla Camera e affossata in Commissione dalla sinistra. Una legge che mai come oggi sarebbe utile a scagionare e chiarire la posizione del ristoratore di Casaletto Lodigiano, Mario Cattaneo. “Se avessero accolto la nostra proposta – scrive la Meloni su Fb – Cattaneo non avrebbe dovuto affrontare un processo. Il principio che vogliamo sancire è chiaro: se, nella migliore delle ipotesi, entri nella mia proprietà di notte per rubare io ho il diritto di difendermi. Per questo una delegazione di FdI ha incontrato stamattina Cattaneo per rinnovargli la solidarietà di tutto il nostro movimento e ribadire che la tutela della sicurezza degli italiani continuerà ad essere una priorità della nostra azione politica”, conclude la leader di Fratelli d’Italia.

Legittima difesa, una legge che salverebbe Cattaneo

Una legge che servirebbe anche a Mario Cattaneo, indagato per omicidio volontario, che per difendere la sua osteria nel comune di Casaletto Lodigiano, in provincia di Lodi, ha sparato a uno dei quattro ladri che erano entrati nel suo locale. Il ladro, colpito alla schiena, è stato trovato morto a circa 150 metri di distanza. Un gesto che ha riaperto il dibattito sulla legittima difesa, come  già era accaduto per Graziano Stacchio, che lo scorso anno aveva ucciso un rapinatore che minacciava una sua dipendente. La sua posizione è stata poi archiviata dopo l’apertura di procedimento nei suoi confronti con l’ accusa di eccesso colposo di legittima difesa. Identica situazione anche per Francesco Sicignano che subì un’irruzione in casa e del gioielliere Corazzo, tutti e tre ritrovatosi nella stessa situazione di Mario Cattaneo. Andò male, invece, a Ermes Mattielli, che per difendere la sua proprietà sparò a due Rom, beccandosi una condanna a cinque anni e quattro mesi per duplice tentato omicidio e poi fu costretto a pagare loro un risarcimento di 135mila euro, prima di morire.