Il mondo di destra in lutto: è morto Salvatore Tatarella

Salvatore Tatarella non ce l’ha fatta. Ci ha detto addio a 69 anni, vinto da un male incurabile. E lascia un vuoto enorme nel mondo della destra. La notizia della sua morte è stata un colpo durissimo. Tutti speravamo che riuscisse a sconfiggere quel nemico insidioso, maligno, oscuro.  Tutti speravamo che il suo carattere forte e generoso potesse prendere il sopravvento. E riuscire nel “miracolo”. Lui non si è mai arreso, ha lottato fino all’ultimo istante. Ha combattuto con tutte le sue forze a lungo, circondato dall’affetto dei suoi cari, dai familiari e dagli amici di sempre. Da coloro con cui aveva condiviso una vita di passione e impegno. Un impegno che parte da lontano e che l’ha portato ad essere punto di riferimento politico della destra. Come il suo indimenticabile fratello Pinuccio. 

Salvatore Tatarella, l’uomo amato dalla sua gente

Salvatore Tatarella è stato sempre apprezzato per il suo lavoro nelle aule parlamentari, stimato dagli avversari e amato dalla gente comune. Iniziò la sua vita politica nel Msi-Dn, diventandone esponente di spicco. Venne eletto sindaco della “rossa” Cerignola per la prima volta il 5 dicembre 1993. Nel ’94 venne eletto deputato al Parlamento europeo con circa 150mila preferenze per poi essere rieletto sindaco con il 60% dei consensi. Dal 1995 è stato componente della direzione nazionale di Alleanza Nazionale. Si dimise dall’Europarlamento per candidarsi alle suppletive della Camera del 1999 di Bari, nella circoscrizione rimasta vacante per la morte di Pinuccio. Venne eletto deputato per il Polo per le Libertà e dal 1999 è stato anche coordinatore regionale del partito in Puglia. Sempre amato dalla sua gente, che gli ha dato enormi consensi 

In Europa l’adesione al Ppe

Nel 2001 Salvatore Tatarella si è ricandidato alla Camera nel collegio di Cerignola: sostenuto dalla Casa delle Libertà, ottenne il 45% dei voti. Nel 2004 fu rieletto deputato al Parlamento europeo con la lista di An nella circoscrizione sud. Tatarella ebbe oltre 52mila preferenze. Nel 2009 aderì insieme ad An al neonato Popolo della Libertà, venendo nominato nella Direzione nazionale. Si ripresentò alle elezioni europee del 2009 con il Pdl come vicecapolista dopo Silvio Berlusconi nella Circoscrizione Sud e venne rieletto con oltre 92mila preferenze, aderendo poi al Gruppo del Partito Popolare Europeo. Lasciò la Direzione Nazionale del Pdl dopo lo scontro tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini del luglio 2010 e seguì Fini aderendo a Futuro e libertà.