Bomba a CasaPound, la moglie del poliziotto: «Atto di terroristi assassini»

Sono «stabili» le condizioni di Mario Vece, l’artificiere della polizia ferito gravemente la notte di Capodanno per l’esplosione di una bomba collocata davanti alla libreria di CasaPound, “Il Bargello”, a Firenze. A renderlo noto sono state fonti sanitarie del Cto dell’ospedale Careggi, dove l’agente è stato ricoverato e si trova in terapia intensiva.

Le parole dell’agente ferito nell’attentato contro CasaPound

La prognosi di Vece, che ha perso l’occhio destro e ha subito l’amputazione della mano sinistra, resta riservata e lui è ancora sotto sedazione, ma i sanitari hanno fatto sapere che «risponde positivamente alle terapie». L’agente conferma, dunque, ciò che hanno detto i colleghi: «Non si arrende mai». E che sia un combattente lo ha dimostrato lui stesso al momento del ricovero, quando subito dopo il ferimento, prima di entrare in sala operatoria, ha detto che «qualunque cosa succeda voglio restare in polizia»

La moglie: «Atto di terrorismo, compiuto da assassini»

A ricostruire i drammatici momenti seguiti all’attentato terroristico che voleva colpire CasaPound e che invece ha ferito gravemente il sovrintendente 39enne, padre di due ragazzine di 12 e 14 anni, è stato il Corriere della Sera, che ha raccolto anche la testimonianza della moglie Stefania. «Chi ha compiuto questo atto terroristico può essere descritto solo con una parola: assassino». «Non lo perdonerò mai», ha proseguito la donna, spiegando che «mercoledì Mario dovrà essere sottoposto a un altro intervento chirurgico, ma mio marito ce la farà perché è abituato da sempre ad affrontare tanti problemi». 

La vicinanza dello Stato e della polizia

Vece, come hanno raccontato i colleghi, aveva vinto da poco un concorso interno per diventare ispettore. «Ha superato le prove in modo brillante e stava per partire per il corso finale, quello che dà il diritto a passare di grado. Era entusiasta, un salto in avanti – hanno raccontato ancora i colleghi – verso il suo sogno: diventare sostituto commissario». Ora, in attesa della ripresa, Vece e la sua famiglia possono almeno contare una assicurazione, giunta dal ministro dell’Interno Marco Minniti e dal capo della Polizia Franco Gabrielli: lo Stato e la Polizia non lo lasceranno da solo. 

Una sorpresa speciale dagli amici harleysti

E lo stesso hanno assicurato i colleghi, fra i quali anche il fratello, poliziotto di stanza a Milano, e gli amici harleysti come lui. Vece è un motociclista appassionato, iscritto al Club Versilia Chapter. Una cinquantina di centauri sono andati a trovarlo al Carreggi e altri sono attesi per i prossimi giorni. Sono stati loro a dare una risposta a un’altra domanda che il sovrintendente ha posto e si è posto dopo il ferimento. «Ci hanno detto – hanno spiegato ancora al Corsera – che ha già chiesto come farà a guidare la moto. E noi abbiamo già pensato di fargli una bella sorpresa: non potrà più usare la mano sinistra? Stiamo penando di installare sulla sua moto una frizione a pedale e altri dispositivi di sicurezza in regola con il codice della strada». «Poi la differenza la farà lui, la sua grinta, la voglia di combattere. Tornerà in sella presto, ne siamo tutti sicuri».